A Cerea le aree gioco per ora restano chiuse

Vista la rigidità delle regole per la fruizione dei parchi gioco, la scelta del Comune di Cerea è stata di tenerli chiusi almeno fino al 3 giugno.

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Foto dalla pagina Facebook del Comune di Cerea

Vista la complessità della normativa e la rigidità delle regole per la fruizione dei parchi gioco, la scelta del Comune di Cerea è stata di tenere chiuse le aree gioco almeno fino al 3 giugno.

«Visto quanto previsto dal nuovo Dpcm del 17 maggio 2020, nel quale si evidenzia che il protocollo di sicurezza da applicare per l’utilizzo delle aree attrezzate giochi, è una vera follia» commenta l’amministrazione dalla pagina Facebook istituzionale. «Tale protocollo prevede “controlli periodici dello stato delle diverse attrezzature in esso presenti con pulizia approfondita e frequente delle superfici più toccate, almeno giornaliera, con detergente neutro”».

«Considerato che nelle nostre 20 aree attrezzate, abbiamo circa 130 giochi, che dovremmo andare a pulire quotidianamente, rilevato anche che dovrà essere rispettato da tutte le persone l’obbligo di mascherina se di età superiore ai 6 anni (vale obbligo dai 6 anni in su come disposto dalla Regione seppur non in linea con dpcm) e per tutti il distanziamento fisico di almeno un metro – sono le considerazioni dell’amministrazione comunale –, alla luce di questo impegno gravoso dal punto di vista economico ed organizzativo (non è possibile coinvolgere personale volontario), con l’auspicio di un ripensamento più logico e razionale della normativa entro il prossimo 3 giugno (data di scadenza del decreto), ci troviamo costretti a non consentire l’utilizzo delle attrezzature/giochi».

Il Comune di Verona negli scorsi giorni ha annunciato l’apertura di alcuni parchi per domani, ma quello di Cerea, rispondendo anche ai commenti sulla pagina Facebook, la pensa diversamente sull’apertura parziale: «ipotesi che, anche se più gestibile, abbiamo scartato. Il motivo è che scegliere 1 o 2 parchi giochi significa concentrare ed ammassare molte più famiglie, poi impossibile da controllare. E francamente mandare controlli continui con le forze dell’ordine ai possibilissimi assembramenti dei bambini non ci sembra la soluzione migliore».