25 aprile, per Mattarella è un «ritorno alla libertà»

Mattarella 25 aprile
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Si ricorda «la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler» dice il Capo dello Stato.

«Festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico». Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di Vittorio Veneto.

«Questo doveroso ricordo ci spinge a stringerci intorno ai nostri amati simboli: il tricolore e l’inno nazionale. È il dovere, morale e civile, della memoria. Memoria degli eventi decisivi della nostra storia recente, che compongono l’identità della nostra Nazione da cui non si può prescindere per il futuro» ha aggiunto Mattarella.

«Ebbene oggi è il 25 aprile, è festa nazionale, festa della Liberazione. Per giorni si è riusciti a discutere anche di questo, è incredibile» scrive in un post su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio. «Si è discusso di una festa, come se il Paese non avesse altri problemi a cui pensare. Io oggi ricordo il 25 aprile perché è un dovere istituzionale, oltre che storico. Perché è un valore. E tutti questi problemi sulla festa rossa o sulla festa di sinistra non me li faccio. Il 25 aprile è una giornata di festa e le feste si celebrano, punto. Ognuno poi lo faccia come vuole».

«Una grandissima giornata nazionale nella quale la parola d’ordine deve essere unione», ha poi detto Di Maio del 25 aprile arrivando all’ospedale di Perugia per una visita istituzionale. «Unione – ha sottolineato – sui nostri valori fondanti, sulla nostra Costituzione e sui nostri nonni che ci hanno liberato e ci hanno permesso di avere una festa, quella della Liberazione, che ricorda il momento in cui l’Italia ha cominciato il suo percorso democratico che ci consente anche di essere in disaccordo tra di noi».

«Il 25 aprile – ha aggiunto – è anche un giorno in cui ricordiamo che la Costituzione va ancora attuata in tanti punti. Siamo qui anche per mettere l’accento su un punto importantissimo: il diritto alla salute si garantisce ai cittadini se la sanità non viene politicizzata». Per il vicepremier «serve una legge nazionale che stiamo portando avanti da mesi in Parlamento».

«Speriamo – ha concluso Di Maio – che la Lega si muova a votare con noi». (Ansa)