25 aprile, il sottosegretario Mazzi a Verona

Il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi domani sarà a Verona per le celebrazioni del 25 aprile: «È nostro dovere tenere viva la memoria e onorare i caduti militari, i martiri della Resistenza e tutte le vittime del nazifascismo».

Gianmarco Mazzi
Gianmarco Mazzi, sottosegretario di Stato alla Cultura

Sono chiare e inequivocabili le parole del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, sulla Festa della Liberazione. Domani, martedì 25 aprile, ha annunciato che sarà a Verona per le celebrazioni.

«Il 25 aprile è la giornata che celebra la libertà e la democrazia in Italia» dichiara l’onorevole Mazzi. «Verona in quei giorni pagò un caro prezzo in termini di vite umane: è nostro dovere tenere viva la memoria e onorare i caduti militari, i martiri della Resistenza e tutte le vittime del nazifascismo».

Il membro del Governo, nonché deputato eletto con Fratelli d’Italia, tiene quindi una posizione ben diversa rispetto ad alcuni suoi compagni di partito.

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Hanno fatto discutere infatti, nelle scorse ore, le scelte del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che dopo le celebrazioni all’Altare della Patria andrà a Praga, in Repubblica Ceca, per partecipare alla riunione dei presidenti dei parlamenti dell’Unione europea e, nel pomeriggio, alla commemorazione al monumento di Jan Palach (simbolo della lotta antisovietica), oltre a una visita al campo di concentramento di Theresienstadt.

Sempre da un’esponente di Fratelli d’Italia, l’assessora della Regione Veneto Elena Donazzan, arriva un’altra dichiarazione che ha fatto molto discutere: «L’antifascismo in Italia ha prodotto il terrorismo rosso. Non può essere un valore. Prova ne è che anche nella nostra Costituzione non viene mai menzionato».

Subito c’è stata la reazione, oltre che da vari esponenti del Pd, anche da parte del segretario della Lega del Veneto, Alberto Stefani: «La nostra Repubblica è antifascista. Un insulto la tesi di Donazzan sul terrorismo rosso».

Anche il Presidente della Camera, il veronese della Lega Lorenzo Fontana, non aveva lasciato spazio a interpretazioni: «Io mi sento pienamente antifascista, pur non venendo da una storia di sinistra. Mi spiace che questo concetto non sia stato pienamente metabolizzato. Per quanto mi riguarda, sono all’opposto del fascismo».

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Le celebrazioni del 25 aprile a Verona

Domani, martedì 25 aprile, le celebrazioni per il 78° anniversario della Liberazione inizieranno alle 9.45 con il raduno in piazza Bra di tutte le autorità civili e militari cittadine.

Alle 10 seguirà l’alzabandiera e, successivamente, la formazione del corteo che si recherà in piazza Viviani per la deposizione delle corone alla targa dei Caduti della battaglia in difesa del palazzo delle Poste e alla Sinagoga, davanti alla targa in memoria della medaglia d’oro Rita Rosani.

Il corteo si sposterà poi in piazza Bra dove altre tre corone verranno deposte ai piedi del monumento ai Caduti di tutte le guerre, del monumento al Partigiano e della targa dei Deportati nei campi di sterminio.

Alle 11 il corteo si dirigerà alla scalinata di palazzo Barbieri – in caso di pioggia alla sala Auditorium della Gran Guardia – dove sarà data lettura delle motivazioni del conferimento della Medaglia d’oro al Valor Militare alla città di Verona. Sono previsti gli interventi del sindaco Damiano Tommasi, del Prefetto di Verona Donato Cafagna e del presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini.

Successivamente prenderanno la parola il presidente della Consulta Giovanile e l’oratore ufficiale Roberto Tagliani. A chiusura monologo di Andrea Pennacchi.

Le celebrazioni termineranno alle ore 18, con l’ammaina bandiera in piazza Bra.

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La presentazione dell’assessore Buffolo

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