11 settembre, Zaia: «La libertà è intangibile e la democrazia non è negoziabile»

Il presidente del Veneto Luca Zaia invia una nota di commemorazione in occasione del ventennale del crollo delle Torri Gemelle. «La lontananza geografica dal nostro paese è abbattuta dalla globalizzazione; ogni pericolo contro la libertà ci riguarda da vicino».

«Le immagini del tragico crollo delle Torri Gemelle, attaccate dal terrorismo integralista, rimangono indelebili nelle nostre menti per quella crudeltà espressa in mondovisione che ci hanno fatto vivere. Quel giorno, insieme ai due grattacieli simbolo di New York siamo stati tutti aggrediti, è stata colpita la nostra libertà e minacciata la nostra democrazia».

Queste le parole del Presidente della Regione del Veneto nel ventennale dell’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001.

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Luca Zaia
Luca Zaia

«Il tragico anniversario – prosegue il Governatore del Veneto – ci ricorda che sono trascorsi due decenni da quella efferata strage e la nostra libertà non ha mai smesso di essere minacciata dai terroristi. Altre stragi si sono succedute nel mondo e ancora oggi continuano ad addensarsi preoccupanti situazioni internazionali che fanno sentire minacciato il mondo intero e, più direttamente, popoli che hanno, invece, l’aspirazione di vivere in pace e appartenere al mondo dei cittadini liberi. La lontananza geografica dal nostro paese è abbattuta dalla globalizzazione e, dovunque sia in atto, ogni pericolo contro la libertà ci riguarda da vicino. Con questa consapevolezza, la data ci dà l’occasione per ribadire che anche questa ventennale situazione potrà essere superata soltanto mantenendo salda la certezza dei valori costitutivi della nostra società. La libertà è intangibile e la democrazia non è negoziabile».

«La memoria è potente – prosegue il Presidente -. Ci impone, infatti, di riconoscerci nei valori della civile convivenza non soltanto quando il nostro animo è travolto dalle immagini in diretta di morti, feriti e distruzione, ma anche quando il tempo sembra avere sminuito la portata degli eventi. Ricordarsi e riconoscere i veri pericoli per la democrazia e la libera convivenza è l’antidoto contro la tentazione di un pretestuoso scontro sociale che ogni tanto sembra volersi affacciare anche sulla nostra società».

«Nel ventennale di quell’attentato criminale così simbolico – conclude il Presidente – ricordo tutti coloro hanno perso la vita, vittime di un atto terroristico ed esprimo la mia vicinanza a quelli che, sopravvissuti, ne portano i segni e alle famiglie colpite dal dolore».

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