105 tifosi del Verona davanti al giudice per gli scontri di Frosinone

Sono 105 gli ultrà dell’Hellas accusati di radunata sediziosa e di non aver eseguito l’ordine di allontanarsi durante gli incidenti scoppiati con i rivali del Frosinone il 29 novembre del 2015. Dopo l’udienza tenutasi l’altro giorno, nessuna dichiarazione da parte dell’avvocato Andrea Bacciga, difensore dei tifosi coinvolti: “No comment. Parleremo a processo concluso. Non manca molto”

“Come una falange romana”. Con queste parole un agente della Digos della città laziale ha descritto gli incidenti del 29 novembre 2015 tra i tifosi del Verona e quelli del Frosinone. Sono 105 gli ultrà dell’Hellas finiti davanti al giudice. Sono accusati di radunata sediziosa e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

All’udienza erano presenti 7 dei 105 ultrà sotto processo. A difendere i veronesi coinvolti l’avvocato Andrea Bacciga. L’udienza, presieduta dal giudice Palladini, si è aperta con l’audizione del sostituto commissario Andrea Aversa della Digos. L’agente riferisce che un gruppo numeroso di oltre cento tifosi veronesi era giunto, del tutto inaspettato e imprevisto, molte ore prima del match. Sempre Aversa riferisce che nonostante gli inviti degli agenti e dei funzionari della questura, i tifosi del Verona ignoravano l’ordine e rimanevano “a braccia conserte, come una forma di resistenza” ignorando la polizia. Sempre secondo le ricostruzioni, gli agenti presenti sul posto, hanno cercato di spiegare ai tifosi del Verona che se non si fossero spostati da lì sarebbero stati individuati dai tifosi frusinati scatenando dei tafferugli. Così si è verificato. Sempre Aversa racconta che la situazione è degenerata in poco tempo: “i tifosi del Verona sembravano una falange romana”. Solo l’arrivo del reparto mobile è riuscito a disperdere la folla.

A seguire sono stati sentiti i tifosi dell’Hellas. Gli ultrà del Verona hanno sostenuto che all’uscita dell’autostrada non c’era polizia e che sono arrivati in piazzale Europa, luogo degli scontri, per caso e di essersi fermati lì in quanto era il primo grande parcheggio incontrato. Qualcuno ha sostenuto anche di essere entrato nel centro commerciale vicino durante i fatti incriminati. Nessuno di loro ha dichiarato di aver sentito gli ordini dei funzionari di polizia. E alla fine tutti hanno saltato la partita. L’udienza è stata aggiornata a fine mese.

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