Tornare all’epoca (e all’epica) del villaggio

Un ambizioso progetto abitativo – si chiamerà “Villaggio alle campagne” – che sposa una visione alternativa dell’abitare, con l’idea che essere vicini di casa non basti, ma sia necessario recuperare il concetto di comunità prossima che condivide e si auto-sostiene, per lo più perso, oggi, tra i ritmi frenetici – e gli spazi chiusi – del nostro vivere quotidiano.

I grandi progetti partono sempre da un’idea, che può sembrare, inizialmente, una piccola utopia. Anche il progetto che stiamo per raccontarvi prende il via da un sogno, quello di creare un agrivillaggio immerso nella campagna veronese, con sei case in legno ad elevate prestazioni e ben 6000 m2 coltivabili, a un passo dal Parco del Menago, vicino a Bovolone, in cui costruire questa piccola utopia che unisce l’abitare, il social-housing, l’autosufficienza alimentare, ma anche ritmi di vita diversi, a contatto con la natura e, soprattutto, il desiderio di creare una comunità là dove prima c’erano solo fili d’erba.

La proposta nasce nella mente e nel cuore di Filippo Olioso, interior designer e fondatore di Rabatto, ed Emanuele Fornalè, ingegnere specializzato in legno, fondatore di Studio Fornalè, che, insieme ad altri professionisti del settore, hanno lanciato, lo scorso gennaio, via Facebook, una piccola “chiamata alle armi”, a cui hanno risposto finora 6 nuclei familiari. «In questo progetto – spiega Filippo – abbiamo voluto unire più elementi: l’idea di una casa sostenibile, da un punto di vista sia economico che ambientale, in un territorio, quello della Bassa Veronese, che ha un costo molto contenuto e che è in parte agricolo. Così, diamo valore a un territorio che non lo ha ormai più e insieme possiamo soddisfare il desiderio di avere un ampio spazio, vicino a casa, in cui coltivare ciò che mangeremo».

Lavorando nel settore edile e artigiano, Filippo ed Emanuele si sono accorti di quanto manchino, in Italia, esperienze abitative alternative alla tradizionale visione per cui, se hai un grande budget, puoi costruirti una casa che ti rispecchi, altrimenti devi accontentarti degli spazi pensati da qualcuno che il più delle volte punta solo al profitto, non a far stare bene chi li vivrà. Così hanno pensato di mettere insieme le proprie professionalità e dar vita a questo unicum. «Abbiamo unito un luogo, delle persone e le loro esigenze, per costruire poi l’oggetto-casa, in un’ottica che ribalta il modello immobiliare standard: non si costruisce per poi cercare persone a cui vendere, ma si cercano le persone e sulla base dei loro desideri si vanno a costruire case e spazi. Prima la comunità, quindi – prosegue Olioso – e poi la casa, che diventa un oggetto quasi secondario».

«L’idea – sottolinea Emanuele – è di trovare il modo più intelligente e insieme più economico per costruire. Il risultato sarà una casa sostenibile ed efficiente da un punto di vista energetico, di dimensioni ridotte (il progetto prevede cucina-soggiorno condivisi, un bagno-lavanderia, due camere da letto, un posto auto coperto e un giardino privato, ndr), ma studiata nei minimi dettagli, con un arredamento ottimizzato in grado di sfruttare al massimo lo spazio, e con costi – sia di costruzione che di manutenzione – contenuti. All’esterno, ci saranno spazi verdi condivisi che saranno creati in base alle richieste di chi vi abiterà. Il tutto a un prezzo che si aggirerà attorno ai 150-160.000 euro ad edificio, con l’obiettivo di ottenere un mutuo agevolato che comporti una rata mensile di 500 euro, simile quindi al costo di un affitto».

La risposta ottenuta in pochi mesi è stata sorprendente e il primo nucleo di persone interessate al progetto – eterogeneo per età, provenienza, formazione, ma unito da questa visione dell’abitare – si è già incontrato per fare conoscenza e condividere idee. «Speriamo di concretizzare presto questa visione – concludono Olioso e Fornalè – per farla diventare la prima di tante altre nuove esperienze abitative alternative sul nostro territorio».