Lazzari girls, diciamo a voi

Una sartoria in provincia di Verona, quattro negozi, un’idea ben precisa della moda: che è prima di tutto qualità, senza compromessi.

Il primo laboratorio, Margherita Lazzari e il marito Araldo Lunardi, l’hanno aperto sopra un cinema, in un paesino in provincia di Vicenza: era il 1977. Pochi anni più tardi i due hanno scelto il centro storico di San Bonifacio, nel cuore della provincia di Verona, per portare avanti la propria idea di moda. Un’idea ben precisa, che non scende a compromessi quando si tratta di qualità: ogni capo della sartoria Lazzari è prodotto in Italia, l’attenzione ai dettagli viene prima di ogni cosa e lo stile resta quello originale ispirato da Margherita, che sa però rinnovarsi ad ogni collezione. Lazzari è, prima di tutto, un’azienda di famiglia: oltre ai due coniugi, anche i figli Alice e Nicola lavorano nella sartoria, che ad oggi impiega diciotto persone, quattordici donne e quattro uomini. Abbiamo fatto due chiacchiere con i responsabili dell’azienda, che ci hanno raccontato i segreti dietro il successo di un’azienda che ha scelto (e continua a scegliere) l’Italia e la provincia veronese come luogo d’elezione.

L’azienda è gestita dalla famiglia Lazzari. Come sono suddivisi i ruoli tra Margherita Lazzari, Araldo Lunardi e i figli?

L’azienda è stata fondata da Margherita e Araldo alla fine degli anni ’70 e ha iniziato con un laboratorio che produceva per affermati marchi della moda, producendo impermeabili e capi spalla di qualità. Verso la fine degli anni ’80, dopo aver intuito che questi marchi si stavano orientando a percorrere la via della delocalizzazione abbiamo valutato di passare gradualmente dalla produzione per conto terzi alla produzione e vendita diretta di una linea di abbigliamento donna di proprietà: questo perché spinti dalla voglia di voler far da soli, ma anche prevedendo che lo spazio per la produzione per conto terzi si sarebbe ridotto sempre di più. Margherita ha continuato ad occuparsi della creazione e produzione delle collezioni: verso la fine degli anni ’90 Alice ha cominciato a supportare la madre nella gestione del laboratorio e con il tempo si è occupata sempre di più dell’aspetto creativo e stilistico del brand. Successivamente è entrato in azienda anche Nicola che, dedicando molte energie e tempo alla causa, ha contribuito a innescare la rivoluzione digitale di Lazzari: si è occupato infatti della creazione e gestione di una piattaforma e-commerce che negli ultimi cinque anni è diventata uno dei punti cardine dell’impresa stessa. La sua sfida è tradurre in pixel la qualità dei capi, che online non si può toccare con mano.

Una delle caratteristiche principali dell’azienda è il suo legame con il territorio. Quali sono stati i motivi che vi hanno convinto a restare a produrre in Italia, e in particolare nel territorio veronese?

I motivi risiedono nella scelta di un Made in Italy reale, che contiene la storia e la valenza culturale della creazione e produzione delle nostre collezioni. Il laboratorio interno dell’azienda è supportato da altre piccole realtà locali che hanno contraddistinto per anni il tessuto produttivo della nostra regione. Questi laboratori effettuano lavorazioni che in certi casi sono anche andate perdute e la cui qualità era un valore indiscusso.

Anche la scelta di vendere solo nei vostri negozi monomarca (e anche online, ma sempre solo dal vostro sito) potrebbe sembrare in controtendenza. Cosa vi ha spinto a scegliere questa strada?

Lazzari è una mini-catena, un format integrato di quattro negozi e una piattaforma e-commerce: dall’idea alla produzione del capo, dallo shooting dei look alla consegna dei capi nei punti vendita o direttamente ai clienti tramite le spedizioni, alla comunicazione attraverso i social, tutto è seguito internamente. Si tratta di un approccio strategico che ci ha permesso di mantenere e di comunicare un’identità di brand in modo coerente e convincente.

 Avete collaborato spesso con diverse illustratrici che hanno realizzato stampe ad hoc per le vostre collezioni. Come è nata questa idea?

È stata Alice a proporre le collaborazioni con le diverse illustratrici, questo ha permesso al marchio di diventare molto riconoscibile. Ogni stagione si apre con delle ispirazioni e dei temi di collezione: vederle raccontate tramite il tratto grafico di ragazze provenienti da tutto il mondo aggiunge un valore notevole al brand perché si tratta di stampe esclusive. Grazie alla stampa digitale dei tessuti che negli ultimi anni si è rivelata possibile anche per tirature limitate, questo tipo di lavorazione si è rivelato accessibile anche per aziende più piccole come la nostra. La scelta di queste illustratrici deriva un po’ dall’universo di riferimento del marchio, che racconta le passioni e i motivi cari al pubblico femminile delle Lazzari Girls.

 Sulle etichette dei vostri abiti si trova la scritta “fatto con cura in Italia”: è una demarcazione voluta dal “solito” Made in Italy? Perché questa scelta?

A Prato escono un milione (stima dell’unione industriali) di capi al giorno. Le nostre etichette riportano “Fatto con cura in Italia” perché è il tratto distintivo del nostro marchio per scostarsi da questo “Made in Italy” di facciata: come detto, il nostro orgoglio è di una manifattura interamente italiana, che recupera il valore sartoriale di capi di guardaroba pensati per durare più stagioni, realizzati da personale retribuito secondo le leggi italiane. Questa condotta per noi è una priorità portata avanti con ostinazione, pensiamo che qui da noi la consapevolezza di acquistare capi prodotti in Italia sia stata svilita: non si è fatto niente per elevarla, molto per farla perdere.

I vostri abiti hanno uno stile molto particolare, con un’anima bon ton ma sempre moderna. Cosa ispira di più il vostro stile?

Le ispirazioni arrivano da più elementi, anche molto diversi tra loro come film e libri, serie televisive e musica: Alice è nata e cresciuta in laboratorio, ha passato molto tempo con la nonna che era sarta e ha appreso il mestiere fin da piccola. La fortuna alla base è di avere un laboratorio con un insieme di competenze non indifferente e la possibilità di poter proporre ciò che le piace, senza strategie di mercato o simili. Lazzari non cavalca l’onda della moda: facciamo solo ciò che amiamo e crediamo che dai nostri capi traspaia proprio che dietro ad una stampa o ad un modello c’è tutto un mondo fatto di passioni.

Gli abiti di Lazzari riescono a vestire più generazioni: bambine, ragazze, signore. Chi è idealmente la vostra cliente tipo?

Non riusciamo ad identificarci con una sola tipologia di cliente: la nostra scelta è ampia e riesce ad abbracciare diverse fasce d’età. Le più giovani vivono i capi Lazzari come quei primi indumenti da adulte. Mentre al contrario le signore scelgono Lazzari appunto perché non si tratta di un marchio rivolto alle teenager ma comunque fresco e divertente.

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