Mangiare sano? Aiuta a vivere meglio

Street food spaghetti

L’obesità è un’epidemia silente, ma non è solo questione di chili. Il segreto per lunga vita in salute, dice l’esperienza dell’oncologo ed epidemiologo Franco Berrino che ha studiato la correlazione tra alimentazione e insorgenza dei tumori, ha come presupposto la semplicità. A partire dalla tavola…

Si mangiava meglio, e in maniera più sana, quando si stava peggio. E il prezzo da pagare si conta in chili che si accumulano sulla bilancia, senza guardare in faccia a nessuno.

I dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della Sanità per la Giornata mondiale della salute testimoniano una “epidemia silente globale” che nel Paese simbolo della dieta mediterranea colpisce oltre 4 milioni e 700 mila adulti. Fenomeno in aumento nell’ultimo quinquennio, tanto da contagiare le giovani generazioni che crescono, pure in termini di peso corporeo, al ritmo di abbondanti porzioni di snack e patatine fritte innaffiate da litri bibite zuccherate.

«L’obesità giovanile? Non è più tanto silente, nel senso che è oggettivamente visibile specie nel Sud Italia» esordisce senza giri di parole il professor Franco Berrino. A Verona per l’evento “Chi mangia sano va forte e va lontano”, organizzato dall’associazione Amici di Verona  nell’ambito di Univerona per Expo, ha voluto innanzitutto incontrare i futuri chef dell’Istituto alberghiero Angelo Berti di Chievo per dispensare consigli e suggerimenti da mettere in pratica tra i fornelli.

Oncologo alla guida del Dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, Berrino ha dedicato la vita all’epidemiologia e allo studio dell’alimentazione, ricercando le correlazioni tra ciò che si mangia e insorgenza del cancro. «Nell’ultimo mezzo secolo le abitudini a tavola sono mutate» fa notare. E ciò, dice, non ha portato con sé dei vantaggi. Anzi…

 Il cibo, insomma, può nuocere alla salute?

Oggi conosciamo molto bene quali sono le cause alimentari dell’obesità. La prima è l’eccesso di proteine nell’alimentazione, la seconda è la raffinazione. I figli crescono con bevande zuccherate, farine raffinate, patatine, dolciumi commerciali. L’alimentazione dovrebbe privilegiare invece il cibo integrale: cereali, legumi, verdure e frutta di stagione. Ciò non interessa l’industria….

 Una cattiva nutrizione fa male. Ma quale correlazione esiste con il cancro?

L’obesità è associata al cancro e le persone grasse si ammalano di più. Una scorretta alimentazione favorisce il diabete e alti livelli di glicemia nel sangue. Chi ha la glicemia alta nel sangue, anche all’interno dei cosiddetti valori normali, si ammala di più di cancro. Per tenere bassa la glicemia bisogna evitare i cibi raffinati. La nostra alimentazione è esageratamente ricca di zuccheri e di latte. Inoltre, mangiamo troppe proteine.

 È necessaria, pertanto, una rivoluzione nelle abitudini a tavola?

Bisogna ritornare ai sapori semplici, quelli precedenti alla rivoluzione industriale in campo alimentare. Bisogna tornare al cibo, più che delle nostre nonne, delle bisnonne. Bisogna ritornare in cucina. Le persone dicono di non avere tempo di mettersi ai fornelli? Basta che smettano di guardare i programmi di cuochi in televisione e troveranno il tempo di cui hanno bisogno per cucinare.

Mettersi ai fornelli sì, ma in modo diverso e con una nuova mentalità?

Serve riscoprire la forma mentis vecchia, con la ricchezza e la varietà che abbiamo a disposizione oggi. Una volta la gente aveva un’alimentazione sana, ma troppo povera e con una scarsa varietà. Ora possiamo permetterci una grande varietà di cibi. La biodiversità nel piatto è importante.

La prevenzione inizia a tavola. Ma una giusta alimentazione può anche curare?

Con il cibo possiamo guarire il diabete e aiutare le terapie anticancro. Possiamo guarire dalle malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide. Riusciamo a fare stare bene le persone che soffrono terribilmente per coliti ulcerose o a causa del morbo di Crohn. Possiamo aiutare chi soffre di emicrania. Possiamo, insomma, vivere meglio….

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