L’ateneo veronese un passo avanti alle malattie autoimmuni

Svelato un nuovo approccio terapeutico per le malattie autoimmuni e infiammatorie. Il lavoro, realizzato da un team di ricercatori dell’Università di Verona, è intitolato “Nanovescicole derivate da cellule staminali mesenchimali adipose bloccano il traffico dei linfociti T e inibiscono l’encefalomielite sperimentale autoimmune”. La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Scientific reports del gruppo Nature.

Nella maggior parte dei casi, le terapie a disposizione in pazienti con malattie autoimmuni riescono solo a rallentare l’evoluzione della malattia senza riuscire a ottenere una guarigione. La scoperta scientifica dell’ateneo scaligero apporta un contributo importante nell’identificazione di approcci terapeutici innovativi e ha il potenziale di essere applicata a malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide, la psoriasi, il diabete mellito insulino-dipendente.

Lo studio si è focalizzato sull’utilizzo della terapia basata su nanovescicole, un approccio innovativo basato sulla capacità di tali strutture di trasportare e rilasciare molecole terapeutiche derivate da cellule staminali. La nuova cura è stata in grado di impedire la formazione di focolai infiammatori e il conseguente danno tessutale nel sistema nervoso centrale nell’encefalomielite sperimentale autoimmune che rappresenta il modello più utilizzato di sclerosi multipla.

“I fattori scatenanti tale patologia non sono noti con certezza – spiegano i ricercatori – ma numerose evidenze cliniche e sperimentali indicano che alla base vi è una reazione del sistema immunitario che individua quale bersaglio dei suoi linfociti il rivestimento dei neuroni, la mielina, compromettendone così la capacità di condurre gli impulsi elettrici all’interno del cervello”.

Lo studio, tutto veronese, è stato curato dal team coordinato da Bruno Bonetti, direttore dell’Unità operativa complessa Neurologia A dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona, docente di Neurologia del dipartimento di Scienze Neurologiche, Biomediche e del Movimento diretto da Andrea Sbarbati. Alessia Farinazzo dello stesso dipartimento e Stefano Angiari del dipartimento di Medicina condividono la posizione di primo autore dello studio. Hanno, inoltre, collaborato allo studio Gabriela Constantin, Silvia Dusi e Serena Ruggeri del dipartimento di Medicina, e Raffaella Mariotti, Ermanna Turano, Eduardo Bistaffa e Roberta Bonafede del dipartimento di Scienze Neurologiche, Biomediche e del Movimento.