Febbre West Nile: 8 casi a Verona e due morti in Veneto

È stato emesso dalla Direzione Prevenzione della Regione il quarto bollettino sulle arbovirosi che monitora il virus West Nile. Al 7 agosto sono 51 i casi registrati in Veneto, di cui 8 a Verona. Due, invece, i decessi provocati dalla febbre virale (l’ultimo era avvenuto proprio una settimana fa nel veronese). L’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto invita la cittadinanza a collaborare adottando precauzioni: “la situazione è sotto controllo”.

Sono 51 i casi finora registrati in Veneto di febbre West Nile. A comunicarlo è il quarto bollettino sulle arbovirosi emesso dalla Direzione Prevenzione della Regione.

Dei 51 casi registrati in Veneto, 32 sono forme lievi e 19 neuroinvasive a diversi livelli di gravità. Purtroppo si registrano anche due decessi, tra cui anche un anziano veronese. I casi sono al momento 15 a Padova, 16 a Rovigo, 3 a Treviso, 7 a Venezia, 8 a Verona, 2 a Vicenza.

“La situazione è assolutamente sotto controllo – dice l’assessore alla sanità Luca Coletto – e in tutti gli ospedali veneti si pone ogni attenzione in fase di diagnosi e si erogano tutte le cure necessarie. Alla gente chiediamo non paura ma collaborazione nel mettere in atto tutte quelle piccole precauzioni che possono allontanare il rischio, come l’uso di repellenti cutanei o per gli ambienti chiusi, delle zanzariere e dei condizionatori dove presenti, evitare di creare zone con acqua stagnante. Il bollettino diffuso oggi contiene anche una serie di istruzioni comportamentali specifiche.

Il virus, che in alcuni casi può essere contratto dalla puntura della zanzara culex, non presenta sintomi nell’80% dei casi, mentre le forme sintomatiche si manifestano con sintomi semi-influenzali. Inoltre, stando al bollettino, meno dell’1% dei pazienti sviluppa una malattia neuroinvasiva, come meningite o encefalite, ma il rischio aumenta con l’età ed è più elevato fra gli adulti di oltre 60 anni.