Lo specchio, i social e quel corpo mai amato

Con oltre tremila decessi causati dalle conseguenze dell’anoressia nervosa ogni anno, i disturbi del comportamento alimentare in Italia possono essere considerati ancora un’“epidemia sociale”. A Verona se ne occupa Corpo Specchio, l’associazione punto di riferimento in Veneto della Federazione Italia Disturbi Alimentari.

Sono oltre tre milioni i casi di disturbi del comportamento alimentare registrati ogni anno in Italia: un numero altissimo, e in continua crescita. Con conseguenze terribili: si parla di oltre tremila decessi causati annualmente dall’anoressia nervosa. Tanto che il Ministero della Salute, nel suo ultimo report in materia, parla di una vera e propria “epidemia sociale”.  La piaga dei DCA, i Disturbi del Comportamento Alimentare, continua ad essere un affare prettamente femminile: secondo le stime ufficiali, il 95,9% delle persone colpite dai disturbi alimentari sono donne; l’incidenza della già citata anoressia nervosa è di almeno 8 nuovi casi per 100mila persone tra le donne, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi.

Per quanto riguarda la bulimia, invece, ogni anno si registrano 12 nuovi casi per 100mila persone tra le donne e circa 0,8 nuovi casi tra gli uomini. Se l’incidenza delle “forme classiche” di queste patologie resta essenzialmente stabile rispetto al passato, ad aumentare e preoccupare negli ultimi anni sono i disturbi dell’immagine: complice forse un’epoca in cui l’attenzione, anche via social, al modo in cui si appare diventa sempre più pervasiva, hanno cominciato a fare capolino patologie come l’ortoressia, l’ossessione per il cibo sano e dietetico, e la bigoressia, che colpisce più spesso gli uomini e riguarda invece l’ossessione per i muscoli e la forma fisica.

Nonostante la fascia d’età più esposta a queste patologie rimanga quella dell’adolescenza, gli ultimi anni hanno però visto un esordio della malattia sempre più precoce: medici e psicologi si dicono sempre più preoccupati per ragazzine e bambine. Un dato che ci conferma anche il Centro Corpo Specchio di Verona: «Si può parlare di un allarme pediatrico: a volte l’episodio di esordio può avvenire intorno ai 9 o 10 anni. Anche per questo motivo noi abbiamo organizzato dei seminari pensati per i pediatri».

L’associazione Corpo Specchio, nata nel 2011, è la realtà di riferimento in Veneto per la Federazione Italiana Disturbi Alimentari, che offre servizi su tutto il territorio nazionale. Grazie a un’equipe altamente specializzata nel trattamento dei DCA composta da psicoterapeuti, medici, psichiatri, Corpo Specchio si offre come punto d’approdo per tutti coloro necessitino di una mano in questo campo. «Il nostro focus è sulla psicoterapia, perché i disturbi alimentari sono patologie psichiatriche e, a nostro avviso, non vanno trattate come se fossero problemi puramente fisici. Il nostro approccio, diverso da quello di altri centri per la cura dei disturbi alimentari che si concentrano soprattutto sull’eliminazione del sintomo alimentare, è soprattutto psicoanalitico. – ci spiegano ancora dal Centro – Chi si rivolge a noi viene messo in contatto con uno psicoterapeuta, altamente formato, che poi fa una valutazione e, a seconda del caso, può decidere di far intervenire il medico nutrizionista, lo psichiatra, un collega che segua i genitori, con varie formule».

Oltre ad offrire servizi e interventi pensati per le persone che soffrono di questi disturbi, l’associazione si occupa anche di dare sostegno alle famiglie, ma anche di organizzare attività di formazione e consulenza, di promuovere attività di ricerca e di diffondere una sempre maggiore informazione e sensibilizzazione riguardo ai disordini alimentari. Ma se la soluzione per contrastare questa “epidemia sociale” arrivasse anche dal piano legislativo? Sembrano andare in questa direzione due disegni di legge proprio in questi giorni al vaglio della Commissione Sanità del Senato. Sono quelli proposti dalla senatrice di Forza Italia Maria Rizzotti, presentato a inizio legislatura e adottato come testo base, e quello di Caterina Bini del Partito Democratico. Ad accomunare questi due disegni di legge è la volontà di moltiplicare gli sforzi per prevenire i DCA: uno dei punti in comune è l’idea di sanzionare agenzie pubblicitarie o di moda che si avvalgono di modelle che non presentano certificato medico, o il cui certificato attesta che sono in uno stato di massa corporea di grave magrezza o di forte sottopeso.

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