Lasciate una speranza, voi che viaggiate

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha stabilito che il 2017 è l’Anno internazionale del turismo sostenibile. L’estate, momento di maggiore flusso turistico, può essere un’occasione per approcciarsi ad un modo di viaggiare più rispettoso, per l’ambiente e le comunità visitate.

di Carlo Battistella per Adiconsum Verona

Pronti a partire con lo zaino in spalla ci turba solo l’antico dilemma circa il nostro essere turisti o viaggiatori, pur con l’amara consapevolezza che gli originari esploratori non aspettavano certo agosto per mettersi in cammino. E basta un pizzico di onestà in più per ammettere che, tra voli low-cost e comodi alloggi, la possibilità che esista una sostanziale differenza tra le due categorie è ormai del tutto svanita. Eppure, fortunatamente, residua ancora una possibilità per coloro che ci tengono a distinguersi dal turismo di massa. Salvaguardia ambientale ed equità sociale sono le risorse a disposizione del viaggiatore contemporaneo per dare alle proprie vacanze un’impronta peculiare. Infatti, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO) “le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Questa definizione si contrappone all’attuale concezione di turismo come momento di consumo, uno “spostamento di persone per andare a vedere ciò che ormai è diventato banale”. Lo diceva Guy Debord ne La società dello spettacolo. Era il 1969. Oggi è pertanto fondamentale incanalare l’enorme mole di denaro che produce questo settore economico per finalità impellenti quali la preservazione della natura e il benessere della gente dei paesi ospitanti. Ma non è compito solo dei novelli esploratori migliorare lo stato delle cose. Anche chi allo zaino preferisce la valigia e non può rinunciare alla vacanza del classico tour operator può contribuire a questo cambio di tendenza. Se si considera che, secondo l’agenzia Europea per l’Ambiente, i turisti europei consumano ogni giorno dalle 3 alle 4 volte l’acqua che consumerebbero normalmente, un comportamento più attento è auspicabile anche per il turista da resort. Vero è che in molti aspettano con ansia l’estate per concedersi un relax spensierato ma non si può negare che atteggiamenti di rispetto, verso i luoghi visitati, costino veramente poca fatica. La regola da seguire risponde ad una domanda più antica del dilemma iniziale: a casa vostra lo fareste?