L’allattamento al seno e tutto quello che si dice troppo poco

Pochi mesi fa, Verona ha accolto il XIII° Incontro Nazionale della Rete dell’UNICEF «insieme per l’allattamento: allattamento base per la vita», in collaborazione con l’Azienda sanitaria ULSS 9 Scaligera. Un tema molto importante, tanto da essere presente anche nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, come fondamentale “diritto alla salute”.

Ne parliamo con Eleni Drakaki, Psicologa perinatale, consulente sul sonno infantile e consulente relazionale di coppia, per capire in concreto come affrontare questo naturale, delicato, a volte difficile, momento. Ci spiega come sia importante per una donna «trovare supporto costante e concreto a livello istituzionale, sociale e famigliare». Una cultura che possa far sentire le donne libere di allattare in ogni situazione.

Tutte le madri possono allattare?

Allattare è una pratica a portata di tutte le mamme. Il seno femminile, grazie ad un meccanismo endocrino autonomo, produce latte indipendentemente dal desiderio della donna già dalla gravidanza. Dopo la nascita, l’avvio e il mantenimento della produzione dipenderanno dallo stimolo della suzione. In poche parole è il bambino che succhia a far produrre il latte alla sua mamma.

Ci sono delle eccezioni?

In una piccolissima percentuale di donne, alcune patologie organiche possono influire sulla produzione di latte e, in presenza di altre malattie gravi, l’allattamento è controindicato. Anche in alcune patologie psichiatriche come la psicosi o il disturbo bipolare, l’allattamento può essere sconsigliato. In queste situazioni difficili, le scelte stesse sono difficili, perciò, le mamme vanno informate e sostenute adeguatamente da professionisti specializzati.

Perché allattare al seno?

Quando, durante i miei incontri, chiedo alle donne perché allattano, nessuna mi elenca le evidenze degli innumerevoli studi che affermano i benefici dell’allattamento per la salute della madre e del bambino. Mi rispondono spesso ‘’perché mi piace’’. Le mamme allattano per tanti motivi, ed è strano cercare la motivazione in quello che ci dice la scienza. Allattare è la norma biologica: il nutrimento che la nostra specie di mammiferi ha predisposto per i nostri cuccioli. Quindi, sapere perché allattare fa bene, serve più agli operatori che sostengono le madri.

Se una donna non si sente di allattare al seno, cosa può fare?

L’allattamento al seno non rende una mamma più brava di un’altra che non allatta o non vuole allattare. Quello che rende una mamma ‘’sufficientemente buona’’ è essere ricettiva ed emotivamente disponibile con il proprio figlio. Quindi, le donne che non allattano possono concentrarsi sul loro bambino, imparare piano piano a conoscerlo, a capire il suo linguaggio e stare in relazione con loro. Un compito a prescindere dalla modalità di alimentazione e per questo le madri che non allattano vanno sostenute come tutte le altre. Spesso si possono sentire sole, stanche, inadeguate o sopraffatte dalle emozioni e, la cosa di cui ha più bisogno una mamma, è essere accettata, sostenuta per diventare il genitore che vuole essere.

Che rapporto si stabilisce fra mamme e bambino nell’allattamento al seno?

La relazione mamma-bambino nell’allattamento al seno è unica e (im)perfetta direi, come ogni relazione umana, (sorride, ndr). Ogni volta che il bambino succhia al seno non riceve solo latte, riceve anche calore, vicinanza, contenimento, rassicurazione, conforto, regola le sue emozioni e sviluppa la fiducia in se stesso e nell’altro. Tutti ingredienti indispensabili per una sana crescita. Nella mia esperienza con le famiglie ho visto però mamme che allattavano e incontravano difficoltà ad offrire tutto ciò ai propri bambini, a causa di stress, insicurezza, timori, fatiche emotive ed organizzative di tutti i giorni. Quindi, come accennavo sopra, allattare al seno non è una garanzia di una buona relazione, la facilita e la promuove ma ci sono anche una serie di altri fattori che vanno considerati.

Stress e difficoltà: come influiscono nell’allattamento al seno?

Personalmente, ho osservato sia difficoltà di tipo pratico (ragadi, dolore, scarsa crescita ecc.) sia difficoltà, sensazioni ed emozioni che le neomamme sperimentano nella precoce relazione col proprio figlio. Una preoccupazione frequente è, per esempio come essere sempre disponibile al bambino. Tutto questo aumenta nelle mamme il senso di responsabilità e le loro incertezze rispetto alla propria adeguatezza. Un altro elemento comune di apprensione è il come e il quanto mangia il bambino. In generale, i problemi dell’allattamento possono far emergere sentimenti di ansia, tristezza e solitudine ed è facile intuire come sia necessario un sostegno pratico concreto ed un supporto emotivo, che solo ascoltando, senza giudizio le madri, noi operatori possiamo offrire.

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