C’è un progetto che vuole innovare la formazione (nell’edilizia)

Si tratta di un progetto che potrebbe permettere di colmare le lacune che si creano nel momento della costruzione di una casa, tra impiantisti ed edili. Il progetto pilota coinvolge sei istituti scolastici di Verona, del ramo dell’edilizia

Una scommessa, per il futuro dell’edilizia, e per i giovani d’oggi. Quella ideata da Ance Verona potrebbe essere una rivoluzione nel modo di formare i professionisti del settore delle costruzioni, fin dai banchi di scuola. Perché è qui che nascono i modelli di pensiero, i linguaggi, che spesso non trovano uniformità tra i vari settori.

Il progetto 100 + 100, che da domani coinvolgerà sei scuole del veronese, propone un approccio integrato tra impiantisti ed edili, in modo da colmare le lacune che fino ad oggi hanno interessato il settore dell’edilizia.

“Oggi non è possibile pensare ad un impianto senza studiarne insieme le strutture e le architetture”, spiega Marco Perizzolo di Ance Verona.

Ogni studente è così chiamato a mettere la propria conoscenza a disposizione anche degli altri, in termini anche pratici. Il gruppo dovrà costruire infatti una casa in mattoni.

Al progetto, nato da un’idea di Ance Verona assieme all’Ente Bilaterale ESEV-CPT, e condiviso dall’Ufficio scolastico territoriale di Verona hanno aderito: il Centro di Formazione Professionale CNOS-FAP “San Zeno”, ITS “Cangrande della Scala” (che è il capofila della Rete), ITT “San Zeno”IIS “Ferraris Fermi” e ITIS “G. Marconi”. Sei istituzioni scolastiche e formative che si sono costituite in rete per intercettare le nuove richieste del mercato a partire dal basso, dalla scuola e dalla formazione.

Il servizio

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