Anche dai rifiuti passa la sharing economy

Riciclare per condividere salute, risparmio energetico e green economy. Una delle attività quotidiane come quella di dividere i rifiuti analizzata dall’interessante classifica annuale di Legambiente, pubblicata sulla rivista semestrale “Rifiuti Oggi”.

 

Spesso non ce ne accorgiamo, ma comportamenti di “sharing”, ovvero di condivisione, caratterizzano il nostro vivere quotidiano e molto spesso coincidono con pratiche che migliorano il vivere comune e aumentano il senso civico di tutti noi. Una di queste è il riciclo dei rifiuti che tutti noi conosciamo, viviamo e più o meno applichiamo. Condividere la differenziazione dei rifiuti significa migliorare la nostra vita, risparmiare energia in fase di smaltimento e guadagnare in salute riutilizzando materiali di scarto per produrre nuovi beni.

Cade a fagiolo all’interno degli approfondimenti di cui avete letto anche nelle pagine precedenti un’interessante ricerca pubblicata sull’insolita pubblicazione Rifiuti Oggi, redatta da Legambiente in due numeri all’anno con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Legambiente invia ogni anno a tutti i comuni italiani una scheda per capire il tasso procapite e complessivo di raccolta differenziata. Nel 2014, oltre 1500 municipalità tra tutte quelle che hanno risposto hanno dichiarato di raggiungere il 65% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani (percentuale minima per essere considerati “ricicloni” da Legambiente, ndr), ben 194 in più rispetto allo scorso anno, nonostante gli accorpamenti e la creazione di alcune unioni.

Ma quali sono questi comuni? Iniziamo dalla distribuzione nazionale. Rispetto al 2013, in cui il Nord ospitava l’80,9% dei comuni virtuosi, il riciclaggio dei rifiuti si è leggermente diffuso anche al Centro e ancor di più al Sud. Secondo la ricerca, il Nord conta 1150 comuni in classifica (75,5%), il Centro 153 e il Sud 217 (quest’ultimo in crescita del 68% rispetto al 2014). Tra tutti questi, la ricerca premia quelli che vengono considerati “rifiuti free”, ovvero che hanno abbassato il non riciclato a meno di 75 chili per abitante all’anno, di fatto eliminando il problema dello smaltimento dell’indifferenziato. In Veneto spiccano Ponzano Veneto (BL) e Ponte Nelle Alpi (BL), il primo sopra i 10mila abitanti e il secondo sotto. Per capire la straordinarietà di questi numeri si pensi che la media nazionale è di 540 chili di indifferenziato pro capite all’anno, poco più della media europea (500 chili pro capite).

Un altro bel risultato il fatto che tutte le regioni, eccetto la Val d’Aosta, vantano almeno un comune tra i “ricicloni”, ma rispetto allo scorso anno, ci sono dei cambiamenti. Il Nord ha perso il suo primato, eccezione per il Triveneto. Lombardia e Piemonte sono state superate dalle Marche e anche dalla Campania, dove la maggioranza dei comuni si avvicina alla soglia del 65%, con l’eccezione di Napoli.

La regione più virtuosa rimane il nostro Veneto (seguita da Friuli e Marche) con 394 comuni oltre la soglia del 65% di differenziato su 579 (68%). Oltre ai poderosi risultati ottenuti dai due paesi bellunesi di cui avete letto poco sopra, c’è da chiedersi quali siano i comuni della nostra provincia a meritare menzione nella speciale classifica. Partiamo da quelli sopra i 10mila abitanti. Per trovare un comune scaligero occorre scendere sino al ventitreesimo posto (su un totale di 97 classificati), occupato da Sant’Ambrogio di Valpolicella, che con i suoi oltre 11700 abitanti sfiora l’80% di raccolta differenziata. Poco distante Sommacampagna che supera di poco l’80% pur avendo oltre 14800 abitanti. Isola della Scala è il primo comune veronese “rifiuti free” oltre a superare l’85% di differenziata con i suoi oltre 11500 abitanti.

Fra i comuni gialloblu sotto i 10mila abitanti compaiono alcuni dei paesi della montagna e delle vallate pedemontane, a cui Pantheon è particolarmente affezionato. Il primo è Badia Calavena (54mo posto su 295) che merita anche la coccarda di “rifiuti free”. Comune che oltretutto è uno dei pochi ad aver creduto, anche in montagna, alla bontà dell’eolico. Badia con i suoi 2600 abitanti ricicla il 77,6% dei rifiuti. Seguono poi, sul podio, Fumane ed Erbè, il primo a 79,8% di differenziato con 4148 abitanti, il secondo con il 75% e i suoi quasi 1900 abitanti.

E la città? Verona non compare nella classifica delle prime 97 sopra i 10mila abitanti, ma viene citata all’interno della ricerca per un premio conferito CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) che ha insignito il nostro capoluogo di un riconoscimento per gli alti tassi di raccolta vetro e l’ottima qualità della raccolta che ha permesso di ottimizzare il recupero e massimizzare il riciclo dei materiali.