Uecoop, entro l’autunno risparmi finiti per 1 pensionato su 3

«Esiste una situazione potenzialmente esplosiva che paradossalmente resterà “congelata” durante l’estate ma che - sottolinea Uecoop - emergerà purtroppo in tutta la sua gravità entro autunno quando saranno finiti i risparmi delle persone più in difficoltà. In Italia il 60% circa dei pensionati prende meno di 750 euro al mese vivendo una situazione di precarietà…

«Esiste una situazione potenzialmente esplosiva che paradossalmente resterà “congelata” durante l’estate ma che – sottolinea Uecoop – emergerà purtroppo in tutta la sua gravità entro autunno quando saranno finiti i risparmi delle persone più in difficoltà. In Italia il 60% circa dei pensionati prende meno di 750 euro al mese vivendo una situazione di precarietà che – avverte Uecoop – la crisi generata dagli effetti del coronavirus ha peggiorato soprattutto fra gli anziani a basso reddito. Fra i quasi 4,6 milioni di poveri in Italia – sottolinea Uecoop – circa 1/3 è rappresentato da uomini e donne con più di 65 anni che non possono pagarsi un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento». 

Una situazione di difficoltà che si è allargata progressivamente negli ultimi quindici anni lungo la Penisola: nel Nord la povertà cresce di più che nel resto d’Italia con un aumento del 165% delle famiglie che hanno difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, a pagare le bollette o l’affitto, mentre al Centro l’aumento è del +79% e al Sud del +72%. «E anche nei primi 6 mesi del 2020 – spiega Uecoop su stime di Coldiretti – sono cresciuti di un milione i nuovi poveri che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati e che hanno bisogno di aiuto per mangiare. A fronte di una situazione così problematica cresce la pressione anche sul lavoro delle oltre 13mila cooperative sul territorio nazionale che – sottolinea Uecoop –  si occupano di inserimento lavorativo o di assistenza a 7 milioni di famiglie. Ma l’emergenza coronavirus non ha risparmiato il mondo della cooperazione con quasi 1 impresa su 3 (32%) che prevede una mancanza di liquidità nel 2020 a causa della crisi. In questo scenario è necessario potenziare con risorse aggiuntive e meno burocrazia un sistema nazionale che valorizzi – conclude Uecoop – la parte più avanzata del welfare privato per affiancare con qualità e professionalità il servizio pubblico dando risposte ai bisogni della gente e al tempo stesso promuovendo il lavoro e l’occupazione».

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