UE, nuove regole per il lupo: da “rigorosamente protetto” a “protetto”

Verso il declassamento dello status di protezione del lupo. Tosi (FI): «Nuovi e importanti scenari più favorevoli alla tutela dei nostri allevatori». Borchia (Lega): «Inaccettabile che ci siano voluti anni».

L’Unione Europea si appresta a modificare lo status di protezione del lupo, una decisione che sta suscitando accesi dibattiti tra ambientalisti, agricoltori e politici. La Commissione Europea ha proposto di declassare il lupo da “rigorosamente protetto” a “protetto” nell’ambito della Convenzione di Berna, una mossa che potrebbe avere importanti ripercussioni sulla gestione di questa specie in tutto il continente.

La proposta, già approvata dalla maggioranza degli Stati membri, nasce dalla necessità di bilanciare la conservazione della specie con le crescenti preoccupazioni delle comunità rurali. Negli ultimi decenni, la popolazione di lupi in Europa ha registrato una notevole ripresa, superando i 20mila esemplari. Questo successo conservazionistico ha però portato a un aumento dei conflitti con le attività umane, in particolare nel settore agricolo e zootecnico.

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Il nuovo status permetterebbe agli Stati membri una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi, consentendo, in determinate circostanze, abbattimenti o catture più facilmente autorizzabili. Tuttavia, è importante sottolineare che la modifica non equivale a una “caccia libera”: gli Stati membri saranno comunque tenuti a garantire la conservazione della specie e il suo ruolo ecologico.

La decisione finale spetterà al Comitato permanente della Convenzione di Berna. Se approvata, potrebbe portare a una revisione della Direttiva Habitat dell’UE, con potenziali implicazioni a lungo termine per la gestione della fauna selvatica in Europa.

Questa proposta ha scatenato reazioni contrastanti. Da un lato, le associazioni agricole e alcuni politici locali accolgono favorevolmente la possibilità di gestire più attivamente i conflitti uomo-lupo. Dall’altro, le organizzazioni ambientaliste temono che questo possa rappresentare un passo indietro nella protezione di una specie chiave per gli ecosistemi europei.

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La posizione di Tosi e Forza Italia

Secondo Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia, componente a Bruxelles della commissione Ambiente (ENVI), il voto «apre nuovi e importanti scenari più favorevoli alla tutela dei nostri allevatori e quindi all’effettivo contrasto del lupo». Per la prima volta «l’Ue decide di modificare la direttiva Habitat, che era un po’ il Sacro Graal di una certa visione ideologica e ambientalista europea».

Lunedì Tosi si era sentito con il Ministro Pichetto Fratin, anche lui di Forza Italia, chiedendogli di confermare la posizione favorevole dell’Italia in Consiglio e di persuadere gli Stati ancora indecisi per raggiungere la maggioranza qualificata. Pichetto lo aveva rassicurato, infatti Tosi sottolinea «il ruolo determinante del nostro ministro nella sua azione politica di moral suasion, Pichetto si è mosso con abile capacità diplomatica. Forza Italia, che in Ue è nel Ppe, in maggioranza, e dunque a differenza di altri può incidere, ha lavorato in sinergia in Europa e al Governo per ottenere questo risultato. Siamo soddisfatti perché ne va della difesa dei nostri territori e della nostra agricoltura».

Infatti, declassare il lupo da specie rigorosamente protetta a protetta, dice Tosi, «significa ammorbidire i paletti della direttiva Habitat e dare più margine agli Stati e alle Regioni sulle azioni di contrasto e contenimento del numero degli esemplari».

Flavio Tosi Forza Italia forza nord
Flavio Tosi

«Il voto europeo rende concretamente possibile imprimere ora un nuovo passo alle politiche regionali» sottolinea il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, che negli scorsi mesi ha presentato una mozione per chiedere alla Regione Veneto di finanziarie innovativi sistemi anti-predazione (recinti virtuali e dissuasori ad impulsi) e sistemi di custodia notturni (moduli abitativi per gli allevatori e strutture di ricovero per gli animali), e di aggiornare i valori tabellari previsti per il risarcimento dei capi di bestiame predati. Bozza suggerisce anche di istituire un’Unità organizzativa regionale sui lupi finalizzata alla prevenzione e a intercettare meglio i fondi europei a favore degli allevatori. «Ma cambiando il quadro normativo europeo si potrà avere margini non solo per incidere sul piano finanziario ma anche operativo» dice Bozza, che al riguardo annuncia che presto assieme a Tosi organizzerà un incontro in Lessinia con gli allevatori e gli amministratori locali per illustrare le iniziative che assumerà Forza Italia.

Su richiesta di Bozza invece la Regione, dopo il via libera dell’Ispra, ha già avviato in via sperimentale sino a fine anno una disciplina di contenimento che consente alle polizie provinciali l’utilizzo di munizionamento di gomma per l’allontanamento del lupo, nel rispetto di determinate condizioni. Bozza però insiste: «Chiederemo che il progetto sia esteso al 2025 e che siano consentite le munizioni di gomma anche ad altro personale, previa adeguata formazione, penso ai cacciatori in primis».

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La posizione di Borchia e la Lega

«L’ok del Consiglio dell’Unione Europea alla proposta di declassare il lupo da ‘rigorosamente protetto’ a ‘protetto’, per chiedere una modifica della Convenzione, è un passo in avanti che ci riempie di soddisfazione. Inaccettabile che ci siano voluti anni per riconoscere una realtà sotto gli occhi di tutti. Il problema, finalmente preso in considerazione anche in conformità con la Convenzione di Berna, rappresenta un primo passo fondamentale verso l’implementazione di strumenti di gestione efficaci». Così Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale della Lega di Verona.

Paolo Borchia
Paolo Borchia

«In vista del Consiglio COMPET, ho già richiesto al ministro Urso di sostenere questa proposta, sottolineando l’importanza di mettere in campo strumenti di gestione adeguati. È fondamentale, come avevo già ribadito attraverso un’interrogazione al Consiglio dell’Ue la settimana scorsa, riportare il numero di lupi a livelli sostenibili, tenendo conto delle esigenze del territorio e delle comunità locali», ha sottolineato Borchia.

«Finalmente l’Ue prende atto della reale consistenza dei branchi di lupo che è cambiata negli ultimi anni e sulla quale la Lega richiamava l’attenzione di Bruxelles da molto tempo. Continueremo a impegnarci affinché vengano adottate misure concrete, e non ideologiche come qualcuno vorrebbe, per garantire la sicurezza degli agricoltori e la convivenza con la fauna selvatica», ha concluso.

Le critiche

La proposta di declassamento ha sollevato numerose critiche da parte di organizzazioni ambientaliste e scienziati. Il WWF e altre associazioni hanno espresso forte preoccupazione, definendo la decisione «politicamente motivata» e priva di solide basi scientifiche.

I critici temono che questa mossa possa compromettere decenni di sforzi di conservazione, minacciando non solo il lupo ma anche l’intero approccio alla protezione della biodiversità in Europa.

Inoltre, si paventa il rischio di abbattimenti incontrollati e si sottolinea l’esistenza di alternative efficaci per la coesistenza uomo-lupo, come misure di prevenzione e protezione del bestiame, che non sarebbero state adeguatamente implementate.

Le associazioni ambientaliste chiedono un processo decisionale più trasparente e basato su evidenze scientifiche, temendo che questa decisione possa creare un precedente pericoloso per la tutela di altre specie selvatiche in futuro.

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