Trivelle nell’Adriatico, idee diverse fra Zaia e Tosi

Scontro di idee sulle trivellazioni in Adriatico fra il presidente del Veneto Luca Zaia e il deputato veronese Flavio Tosi. Contrario il primo, possibilista il secondo.

Zaia Tosi

Sull’eventualità di continuare e approfondire le estrazioni di gas in Adriatico, il presidente del Veneto Luca Zaia (Lega) predica prudenza: «Il Polesine continua a pagare il conto della subsidenza. Piuttosto il rigassificatore». E il deputato veronese di Forza Italia Flavio Tosi replica: «Spero non sia dovuto alla sindrome “nimby”. Il Governatore si confronti con la sua maggioranza».

“Nimby” sta per “not in my backyard”, non nel mio cortile, espressione anglosassone che descrive l’atteggiamento di chi si oppone a un’opera quando è vicina al proprio territorio.

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«La mia – spiega Zaia – è una posizione di coerenza, visto e considerato che nel 2016 ho sostenuto il referendum. Un referendum che ha avuto l’85,5 per cento dei Veneti che si è espresso contro il proseguo delle estrazioni di gas senza limiti di tempo. Ci rendiamo conto che in questo momento l’emergenza energetica ci porta a fare anche questi ragionamenti, ed è corretto sondare tutte le possibilità, ma è pur vero che le perforazioni nel nostro Polesine hanno dato vita ad una subsidenza, cioè un calo dei terreni, fino a 4 metri». Lo ha detto ieri il Presidente Zaia, al termine dell’incontro a Roma con il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

«Senza citare altri elementi tecnici, dico che le garanzie sono veramente minimali perché questo non accada ancora – prosegue il Governatore del Veneto – Quindi, siamo contrari a nuove perforazioni, piuttosto siamo disponibili, sin da ora, a potenziare l’attività del rigassificatore».

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La reazione di Tosi

«Gli elettori con il loro voto hanno dato mandato al Parlamento e al Governo di rendere l’Italia autosufficiente sul piano energetico. Evidentemente le estrazioni in Adriatico aiuterebbero ad avvicinarsi all’obiettivo. Ricordiamoci che i croati, dall’altro lato della costa, nello stesso bacino di gas, trivellano».

A dirlo Flavio Tosi, deputato di Forza Italia, che poi si addentra nelle parole del Presidente della Regione Veneto: «Se il suo no è motivato da ragioni tecniche inconfutabili, allora è un no accettabile, se invece è figlio della sindrome di Nimby (non nel mio cortile) allora quel no diventa discutibile, perché sarebbe la stessa logica di chi a Piombino dice no al rigassificatore. A nostro avviso, meglio che il Governatore si confronti con la sua maggioranza».

Tosi condivide l’impostazione del ministro Adolfo Urso: «Ha ragione quando afferma che le decisioni vanno prese e che il Governo sulle trivellazioni andrà avanti, nel rispetto chiaramente del territorio e dell’ambiente».

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