Terremoto in Irpinia del 1980, i Vigili del Fuoco di Verona ieri e oggi
Era il 23 novembre del 1980 quando una terribile scossa di terremoto sconvolse l’Irpinia, distruggendo intere comunità: furono 2.914 le vittime di quella tragedia.
In poco tempo la macchina dei soccorsi si mise in moto per raggiungere le aree terremotate: 4.259 vigili del fuoco accorsero da tutti i comandi d’Italia per prestare soccorso alla popolazione. Furono però purtroppo 2.735 i corpi privi di vita recuperati dai Vigili del Fuoco.
In questo giorno di commemorazione, la Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e del Trentino ricorda un intervento a lieto fine, condotto da una squadre di Verona, inviata con la colonna mobile del Veneto. Si tratta dell’intervento effettuato a Lioni, in via Pietro Nittoli, in una palazzina crollata con delle persone sotto le macerie: nel rapporto d’intervento si può leggere la gioia e le commozione di un soccorso speciale.

Il bambino (oggi uomo) ritrovato sotto le macerie
«….nel silenzio causato dal guasto di una ruspa si intercettava la voce di un bambino provenire da sotto le macerie…». Da quel momento in poi il caporeparto Luigi Danzi fece scattare immediatamente le delicate operazioni di recupero aprendo un varco, anche con le mani il più delle volte, per raggiungere dopo quattro ore di lavoro a tre metri di profondità il piccolo Toni, ferito ma in salute.
Sono momenti questi che restano impressi nella mente di un vigile del fuoco, che ripagano di tutta la fatica compiuta durante la missione e che difficilmente possono essere dimenticati.
Nella foto qui sotto, l’incontro, nella caserma dei vigili del fuoco di Verona di tutta la squadra, adesso in congedo, e il “piccolo” Toni, ormai un uomo, in basso a destra con la camicia e il maglioncino blu.

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