Superbonus 110%, in Veneto vale due miliardi

Secondo la stima di Confartigianato, l’incentivo potrebbe mobilitare solo in Veneto risorse per quasi due miliardi di euro (dei quattordici a livello nazionale) fino al 2026. L’Associazione dimore storiche del Veneto e Friuli Venezia Giulia ha scritto ai governatori, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, invocando contributi per i parchi e accesso all’Ecobonus al ­­110% per gli edifici.

Il settore delle costruzioni ha vissuto un drastico ridimensionamento negli ultimi dieci anni e che oggi vede nei bonus edilizi una concreta possibilità di rilancio, a partire dal superbonus al 110%.

Una misura che trova un contesto particolarmente favorevole nel patrimonio immobiliare del Triveneto, caratterizzato  da un’alta anzianità di costruzione degli edifici residenziali che per il 72% hanno almeno quarant’anni di età (report Intesa Sanpaolo) e sono poco efficienti dal punto di vista energetico certificati in classe A o B: il totale delle attestazioni energetiche presentate si ferma al 16% in Veneto, al 18% in Friuli Venezia Giulia e al 13% in Trentino. Nel superbonus al 110% sarà possibile abbinare agli interventi di riqualificazione energetica considerati “trainanti” (isolamento termico di almeno il 25% delle superfici disperdenti, sostituzione di caldaie esistenti con impianti a condensazione o pompa di calore) anche la detrazione per gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo con il miglioramento di almeno due classi energetiche: secondo il report gli impianti fotovoltaici domestici – grazie ai sistemi di incentivazione – hanno registrato un balzo nel Triveneto aumentando di cinque volte tra il 2010 e il 2019.

Secondo la stima di Confartigianato, l’incentivo potrebbe mobilitare solo in Veneto risorse per quasi due miliardi di euro (dei quattordici a livello nazionale) fino al 2026, interessando una platea costituita, in regione, da 1.582.278 abitazioni e 44.327 imprese artigiane del sistema con oltre 102mila addetti.

Le stime dell’Indagine sugli effetti del Coronavirus sulle imprese del settore delle costruzioni in Veneto di fine luglio dicono che nel periodo marzo – giugno, il 37­% delle piccole e medie imprese delle Costruzioni hanno registrato un calo tra il 21% e il 30% del giro d’affari, il 9,1% tra il 31% e il 40%.

Non mancano però i dubbi sugli aspetti burocratici, sui possibili contenziosi con l’Agenzia delle entrate e sulle esclusioni, come quella delle malghe dell’altipiano di Asiago, molte delle quali sono a rischio chiusura. Coldiretti regionale ha chiesto l’estensione del provvedimento alle 673 malghe che custodiscono l’architettura rurale del paesaggio montano dall’Altipiano di Asiago alla Lessinia, fino alle Prealpi Trevigiane e alle Dolomiti.

L’Associazione dimore storiche del Veneto e Friuli Venezia Giulia ha scritto ai governatori, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, invocando contributi per i parchi e accesso all’Ecobonus al ­­110% per gli edifici. «L’86% delle oltre quattromila ville venete presenti nelle due regioni è costituito da dimore private – si legge nel documento – e rappresenta un catalizzatore per il turismo. Tuttavia, quest’anno, a causa del lockdown hanno perso visitatori e quindi incassi». Attualmente, infatti, ­162 Comuni su 563 sono parzialmente esclusi dai vantaggi fiscali: 72 solo nel Padovano, 35 nel Rodigino, 28 nel Veronese.