Spyware sotto accusa: Paragon revoca il contratto al Governo

Redazione

| 07/02/2025
Secondo l’azienda potrebbe esserci stato un utilizzo illegittimo del software Graphite per monitorare giornalisti e attivisti: indagini in corso e interrogazioni parlamentari.

Graphite, uno spyware israeliano venduto ai governi occidentali dall’azienda Paragon Solutions, sarebbe stato utilizzato da agenzie italiane per spiare almeno un centinaio di persone, tra cui giornalisti e attivisti.

Il software, capace di violare smartphone senza lasciare traccia, avrebbe preso di mira figure come Lorenzo Tondo del Guardian e membri di Mediterranea Saving Humans, violando i criteri etici dell’azienda che escludevano categorie protette.

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Paragon ha interrotto i rapporti con l’Italia il 6 febbraio 2025, dopo aver verificato l’abuso del sistema venduto per «scopi di sicurezza nazionale», e quindi con finalità anti-terrorismo o anti-mafia. La decisione è arrivata dopo allarmi di Meta su attività sospette inviati ai diretti interessati su WhatsApp.

Il caso ha scatenato reazioni politiche: Azione ha depositato un’interrogazione al governo, mentre il Copasir indaga su responsabilità istituzionali. Intanto, Citizen Lab (laboratorio specializzato in sorveglianza digitale) sta mappando le infrastrutture utilizzate per gli attacchi, con risultati attesi a breve.

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