Spettacolo, Mazzi: «Bene la norma su indennità: in linea con legge-delega del 2022»

Lo schema di decreto legislativo viene incontro alle esigenze dei lavoratori con un reddito basso che operano nel settore dello spettacolo in modo strutturalmente discontinuo. Mazzi: «Una norma che universalizza la tutela nello spettacolo».

Gianmarco Mazzi
Gianmarco Mazzi, sottosegretario di Stato alla Cultura

«Il Ministero della Cultura esprime soddisfazione per l’approvazione dello schema di decreto legislativo che, in perfetta coerenza con la legge-delega del 2022, viene incontro alle esigenze dei lavoratori con un reddito basso che operano nel settore dello spettacolo in modo strutturalmente discontinuo. Si tratta di una riforma per troppo tempo solo annunciata dai precedenti Governi e che ora, invece, in modo concreto viene approvata nel giro di pochissimi mesi, grazie alla collaborazione anche di Ministero del Lavoro e Inps».

Lo dichiara il Sottosegretario alla Cultura con delega allo spettacolo, Gianmarco Mazzi.

«Rispetto ai 270mila lavoratori a tempo determinato, alcuni sono impegnati solo saltuariamente nel settore svolgendo pochissime giornate in un anno. Altri hanno redditi più elevati. La scelta dello schema di decreto legislativo è stata quella di andare incontro a oltre 22mila lavoratori appartenenti alle fasce economiche più deboli, cioè con un reddito non superiore a 25mila euro, in linea con gli interventi di riduzione del cuneo fiscale e contributivo – aggiunge Mazzi -. Quindi, oltre il 33% dei lavoratori totali che sono strutturalmente discontinui potranno richiedere un beneficio economico che mediamente potrà attestarsi in circa 1.500 euro l’anno, arrivando in determinati casi anche oltre i 2.200 euro. A ciò si aggiunga un ulteriore vantaggio: la contribuzione figurativa che sarà accreditata dall’Inps a favore degli stessi lavoratori. Quindi, non solo benefici economici, ma anche previdenziali».

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«Questo è il risultato degli stanziamenti previsti dai precedenti governi (40 milioni di euro) a cui si sono aggiunti gli incrementi voluti dal Governo Meloni: ulteriori 60 milioni di euro per l’anno 2023, sei milioni di euro per l’anno 2024 e 8 milioni di euro per l’anno 2025 – spiega il Sottosegretario -. La norma risponde all’esigenza di universalizzare la tutela nello spettacolo e ricomprende anche il settore del cinema, inclusi gli impiegati amministrativi e tecnici delle imprese della produzione cinematografica e del doppiaggio, gli operatori di cabina delle sale cinematografiche, oltre che quelli del settore dalle imprese radiofoniche, televisive o di audiovisivi. L’intervento è perfettamente in linea con quanto previsto dalla legge delega n. 106 del 2022 in cui si afferma che il Governo deve emanare un decreto legislativo per il “riordino e la revisione degli ammortizzatori, delle indennità e degli strumenti di sostegno economico temporaneo (SET) in favore dei lavoratori iscritti al fondo pensione lavoratori dello spettacolo…”».

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«È la legge di delega del Governo Draghi, quindi, a prevedere non un sistema di welfare, ma una forma di sostegno al reddito su cui il lavoratore discontinuo potrà contare ogni anno, insieme all’inserimento in percorsi di formazione continua e di aggiornamento professionale nelle discipline dello spettacolo – evidenzia Mazzi -. Questi sono i fatti che sostituiscono gli annunci di chi per anni non ha avuto la forza di approvare misure concrete a favore del settore dello spettacolo».

«Noi andremo avanti, consapevoli che ogni ammortizzatore sociale può essere migliorato e implementato, anche con il contributo delle Commissioni parlamentari che dovranno pronunciarsi nel corso dell’iter di approvazione. Saranno i concreti risultati attuativi ad indicarci eventuali modifiche, con buona pace di chi ha nostalgia per le mirabolanti, e mai attuate, promesse del passato», conclude.

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