Speleologo ferito salvato all’Abisso Paperino: presenti anche soccorritori dal Veneto

Redazione

| 22/07/2025
Soccorso complesso del CNSAS a Ormea per uno speleologo colpito da un masso a -40 metri; oltre 50 tecnici impegnati fino all’estrazione e al trasferimento in ospedale.

Si è concluso alle 12:45 di ieri  l’intervento di soccorso speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) all’Abisso Paperino, sulla Colla Termini, nel comune di Ormea dove uno speleologo era rimasto ferito in seguito alla caduta di un masso.

L’incidente è avvenuto intorno alle ore 12 di domenica 20 luglio, circa mezz’ora dopo l’ingresso del gruppo di speleologi in grotta. La vittima si trovava alla base di un pozzo, a circa -40 metri di profondità, quando è stato colpito da una roccia staccatasi dall’alto. Immediatamente è stato lanciato l’allarme e, nel primo pomeriggio, i tecnici del CNSAS hanno raggiunto l’ingresso della cavità, situato a quota 1870 metri, ed effettuato l’accesso in grotta alle ore 16.

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Nel punto dell’incidente è stata allestita una tenda riscaldata e condizionata, dove il ferito – che ha riportato un trauma cranico – è stato stabilizzato e monitorato costantemente da due sanitari del CNSAS, entrambi specializzati in soccorso medicalizzato in ambiente ipogeo. Per tutto l’intervento è stato mantenuto il contatto con il campo base grazie a una linea telefonica via cavo.

L’estrazione del ferito ha richiesto complesse operazioni di disostruzione in più tratti del percorso sotterraneo. I tecnici del CNSAS, opportunamente formati, hanno impiegato microcariche esplosive per allargare tre strettoie particolarmente impegnative che rendevano impossibile il passaggio dell’infortunato. Per superare questi tratti, il ferito è stato immobilizzato con un dispositivo KED, che consente la protezione della colonna vertebrale in spazi estremamente ristretti.

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Il trasporto verso l’uscita ha richiesto il superamento di due pozzi verticali di circa 15 metri ciascuno, due meandri stretti e una strettoia particolarmente complessa. Grazie al lavoro coordinato di oltre cinquanta tecnici provenienti dalle delegazioni speleologiche del CNSAS di Piemonte, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, le operazioni si sono concluse in sicurezza.

Una volta fuori dalla grotta, lo speleologo è stato nuovamente valutato dai sanitari e immediatamente trasferito in ospedale dal Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte.

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