Soccorso Alpino Veneto: Giuseppe Zandegiacomo è il nuovo presidente

Giuseppe Zandegiacomo guiderà il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto fino al 2027, affiancato dal vicepresidente Alberto Barbirato. Tra gli obiettivi, rafforzare la collaborazione regionale e mantenere l’eccellenza del servizio.

Cambio ai vertici del Soccorso alpino e speleologico Veneto: sabato mattina è stato nominato presidente Giuseppe Zandegiacomo, suo vice Alberto Barbirato. Sarà Giuseppe “Sampogna” Zandegiacomo, appartenente al Soccorso alpino di Auronzo di Cadore, a condurre il servizio regionale per il triennio 2025-2027, affiancato da Alberto Barbirato del Soccorso alpino di Padova. Già a capo della sua Stazione, il 62enne Zandegiacomo ha ricevuto sabato nel corso dall’assemblea regionale dei capi e vice capistazione il testimone dal presidente uscente, Rodolfo Selenati, del Soccorso alpino di Feltre, al termine di 13 intensi anni di attività.

«Ringrazio i capi e vice capistazione per la loro fiducia, questo mi dà, se necessario, ancora più motivazione per affrontare questo percorso impegnativo. Conto sulla collaborazione, sulla condivisione, sul rispetto reciproco e dei ruoli, sulla forza di gruppo e su quanto ciascuno di noi potrà portare. Auguro buon lavoro a tutti noi».

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Barattin-Selenati-Cesca-Manarin -Burigo Soccorso alpino e speleologico Veneto

Alberto Barbirato, 45 anni, appena concluso il suo impegno da delegato della XI Zona Prealpi Venete, è stato eletto vicepresidente al posto di Giovanni Busato, del Soccorso alpino di Arsiero.

Il consiglio direttivo entrante e quello uscente, con i delegati e vicedelegati delle tre Zone, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI speleologica, hanno tributato il proprio sincero ringraziamento alla presidenza Selenati-Busato.

Le elezioni sono state inoltre l’occasione per il conferimento del riconoscimento di “soccorritore benemerito” a due storici volontari del Soccorso alpino di Longarone al termine del loro percorso all’interno dell’Associazione, dettato, per statuto, al compimento dell’età di 75 anni. Giacomo Cesca, a capo della Stazione di Longarone e già vice delegato, e Palmiro Burigo, importantissima figura per l’intera delegazione Dolomiti Bellunesi, responsabile dagli esordi del Centro mobile di coordinamento impegnato soprattutto nella ricerca dei dispersi, hanno ricevuto il lungo applauso di gratitudine dall’intera assemblea, in piedi al loro passaggio.  

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Il discorso del presidente e vicepresidente uscenti, Selenati e Busato

«A conclusione di questi tredici anni di comune Presidenza siamo orgogliosi di consegnare ai prossimi dirigenti una moderna struttura di Soccorso Alpino, con bilanci assolutamente positivi, funzionante e performante. La nostra esperienza nel 2011 è iniziata tra i mille dubbi di chi si trova investito da una cascata di adempimenti, scadenze, decisioni, sconvolta subito, nell’agosto dello stesso anno, dalla tragedia del Pelmo dove persero la vita due nostri soccorritori, Alberto e Aldo, incidente che ha segnato profondamente il nostro approccio personale con quella che, smessa la veste di Associazione, diventerà la nostra seconda famiglia. Siamo partiti nel 2011 con un’organizzazione perfettamente funzionante ma profondamente divisa nelle sue tre realtà: due geografiche, 2^ e 11^ Delegazione alpine e una Speleo, 6^Delegazione. Questa divisione amministrativa ma anche formativa e funzionale è apparsa da subito evidente quale freno a una crescita veloce e comune a livello regionale. L’idea di una visione regionale di soccorso alpino è stata uno dei fili conduttori dell’opera di questa presidenza, pur nelle difficoltà dei mille campanilismi».

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«È apparsa anche come una sfida che i futuri dirigenti dovranno sostenere per evitare di tornare ad una provincialità campanilistica fuori dal tempo, che non può che riportare indietro le lancette dell’orologio del nostro sodalizio. Riepilogare in poche righe tredici anni di lavoro è impresa quasi impossibile. In questi anni abbiamo incrociato dei cambiamenti storici: l’applicazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro previste dal dlgs 81 del 2008 che ha coinvolto anche la nostra associazione di volontariato, portando a dover certificare tutta la filiera delle attività operative, addestrative e formative dei nostri Soccorritori, dalla formazione, alle visite mediche, alle attrezzature individuali e di squadra».

Soccorso alpino e speleologico Veneto
Rodolfo Selenati e Giovanni Busato

«È stato un passaggio epocale da molti punti di vista: formativo , economico e soprattutto culturale; un salto di qualità enorme, peraltro necessario per essere riconosciuti dalla legge regionale quale riferimento esclusivo dei vari 118 territoriali per il soccorso in montagna. Contemporaneamente si sono intensificati i rapporti con Regione e UlSS locali, proprio in virtù di quella “regionalità” individuata dall’esterno in un unico interlocutore; è stata una collaborazione fatta di successive convenzioni progressivamente finanziate, che hanno portato a raddoppiare il bilancio della struttura regionale».

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«Si è raggiunto un legame sempre più stretto con la Regione ben testimoniato dalla vicenda legata all’ acquisizione della nuova sede sita presso l’aeroporto di Belluno: venduta la vecchia sede, peraltro acquistata nel corso della nostra presidenza, abbiamo comperato, con il concorso sempre della Regione, lo stabile del gestore del servizio di elisoccorso dotandoci così di una sede funzionale per il soccorso e connessa al servizio sanitario regionale avendo tale stabile la possibilità di “angherare” ben due elicotteri».

«Da non dimenticare gli anni del Covid, quando alla già difficile gestione familiare della pandemia dovemmo far spazio alla gestione di una struttura che comunque doveva garantire un servizio e che, paradossalmente, dovette far fronte ai maggiori numeri di soccorsi mai raggiunti prima nonostante la totale chiusura! Va dato atto della fondamentale collaborazione della Scuola medica regionale che, nelle prime fasi di concitata confusione e nei periodi successivi, ha contribuito ad elaborare e ad aggiornare un protocollo di procedure e DPI che hanno permesso a questo servizio, pur tra mille difficoltà, di portare sempre a termine il proprio compito».

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«Abbiamo incrociato la grande riforma del Terzo Settore con tutti i suoi adempimenti a partire dalla modifica dello Statuto per adeguarlo alle modifiche fatte a livello nazionale ma, soprattutto di adeguamento alla normativa relativa al Terzo Settore; è stato un lavoro certosino poco visibile e burocratico ma che permette ora al Soccorso alpino e speleologico Veneto di operare legittimamente ovvero all’interno di un quadro normativo ben definito potendo godere dei contributi regionali ormai irrinunciabili per mantenere il livello di eccellenza attuale. In questi tredici anni si sono consolidati i rapporti anche con gli altri attori del mondo del soccorso (Prefetture, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Comando di Brigata Alpina Julia, forze di Polizia, Protezione civile ed ARPAV) ottenendo un’importante opera di mediazione per arrivare alla redazione dei diversi protocolli regionali e provinciali, evidenziando così le competenze del Soccorso alpino, in ambiente ostile e impervio, senza però perdere di vista il “peso” delle varie forze in campo, evitando così inutili quanto puerili contrasti o prese di posizione estreme».

«In questo modo i rapporti con le istituzioni sono nettamente migliorati sia sul piano del reciproco rispetto e considerazione che sul riconoscimento delle reciproche funzioni. Siamo convinti che il Soccorso alpino e speleologico Veneto debba rimanere prevalentemente un’associazione di volontari che prestano il loro servizio gratuitamente quale condizione “sine qua non” per sopravvivere senza perdere la propria storica vocazione, soprattutto in questi tempi di competitori anche istituzionali e di pericolose spinte anche al nostro interno, per arrivare ad una sorta di professionismo. Le eccezioni devono confermare la regola e noi siamo orgogliosi del nostro operato, grati ai nostri soccorritori e alle loro famiglie, ai Delegati, ai Capistazione e Vice, ai Direttori delle Scuole e a tutti gli Istruttori, per averci dato la fiducia di guidare, assieme a tutti i membri dei Consigli succedutesi nel tempo, questa associazione unica e irripetibile. Ed infine, un nostro particolare ringraziamento va al Presidente della Regione Luca Zaia, agli assessori della Sanità Manuela Lanzarin, della Protezione Civile Gianpaolo Bottacin ed al Direttore del Dipartimento Regionale SUEM-118 Paolo Rosi».

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