Pensioni, Tosi: «Il Governo riveda la norma, penalizza i medici»
Flavio Tosi, deputato di Forza Italia, ha sottolineato l’esigenza di rivedere la legge di bilancio del 2024 nella parte che – attraverso la riduzione delle aliquote di rendimento dei contributi versati prima del 1996 – andrebbe a tagliare le future pensioni fino a 4.500 euro annui a qualche migliaio di medici del Sistema sanitario nazionale. Sono infatti circa seimila i medici, veterinari e dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale che entro la fine del 2024 maturerebbero i requisiti per andare in pensione, sottolinea l’Ansa.
Tosi ha infatti affermato che il provvedimento così com’è «è sbagliato e anche dannoso per lo stesso Ssn, perché entro due mesi ci troveremo con migliaia di medici in fuga, che per prudenza avevano presentato istanza prima dell’entrata in vigore di questa tagliola».
Ha poi sottolineato: «Forza Italia attraverso Antonio Tajani, durante la stesura della manovra finanziaria, così come aveva contestato l’aliquota del 26% per la cedolare secca di chi ha solo una locazione turistica, aveva sottolineando anche come fosse improprio rivedere al ribasso l’indicizzazione delle pensioni dei medici. Sulla cedolare ci hanno ascoltato, siamo fiduciosi di poter togliere anche questo provvedimento. Il testo della legge di Bilancio, infatti, non è ancora definitivo e può essere emendato dal Governo».
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Tosi lo auspica perché, spiega, «non vale la pena per 200-300 milioni di introiti provocare un danno così grave alla sanità pubblica. Già ci sono liste d’attesa infinite e pochi medici, non possiamo perderne altre migliaia. Al contrario, bisogna incentivare i medici a restare».
Sul tema è intervenuto anche Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e politiche sociali, a 24 Mattino su Radio 24. «La norma inserita spinge i medici ad andare in pensione subito. C’è la possibilità di correggerla, non ci saranno emendamenti, ma come Governo possiamo, in qualche modo ed a saldi invariati, cercare di gestire questa situazione. Se c’è la necessità per correggere alcune cose faremo un maxi-emendamento. Come sempre accade se c’è qualche cosa da cambiare. Limare, sistemare norme… Abbiamo fatto tante finanziarie e sappiamo che questo può avvenire».
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