Olimpiadi Milano Cortina 2026, primo bilancio: «Un modello che può funzionare»

Redazione

| 22/02/2026
Il presidente della Fondazione Malagò: «Abbiamo realizzato un’edizione vincente dei Giochi Invernali». Il CEO, il veronese Varnier: «Noi pionieri di un modello organizzativo».

Si è svolto questa mattina, domenica 22 febbraio, al Main Media Centre di Milano l’ultimo appuntamento con la stampa dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Protagonisti dell’incontro sono stati il presidente di Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e l’amministratore delegato Andrea Varnier. Con l’occasione è stato tracciato un primo bilancio di questa avventura, nel corso dell’ultima giornata di una memorabile edizione dei Giochi Invernali.

«Poco prima di arrivare qui, ho partecipato alla conclusione della sessione del Cio – ha raccontato Malagò -. Al termine del mio intervento, i presenti mi hanno riservato una standing ovation come dicono non ci sia mai stata nella storia delle Sessioni. Trasferisco volentieri questo omaggio a tutto lo staff di Milano Cortina 2026 e ai volontari: è grazie al contributo di tutti se abbiamo realizzato un’edizione vincente dei Giochi Invernali».

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A scendere più nel dettaglio dell’organizzazione è stato il veronese Andrea Varnier, il quale ha presentato numeri e dati che illustrano quanto sia stato imponente il lavoro organizzativo. «Siamo stati pionieri di un modello organizzativo, quello dei Giochi diffusi, che ha dato prova di poter funzionare. Abbiamo coinvolto un’area di circa 22mila chilometri quadrati, in cui si sono svolte 224 sessioni sportive con 740 medaglie assegnate in circa 900 ore di competizione. Per quanto riguarda gli atleti, le delegazioni sono state 93, con tre Paesi – Benin, Guinea Bissau ed Emirati Arabi Uniti – che per la prima volta hanno partecipato ai Giochi Invernali. Sono stati 2880 gli atleti, con una percentuale record del 47% di donne: li abbiamo accolti in tre Villaggi Olimpici, quelli di Milano, Cortina e Predazzo, ai quali si aggiungono undici hotel, per un totale di 5560 posti letto predisposti per atleti, staff e accompagnatori. L’obiettivo è stato quello di garantire a tutti loro la possibilità di vivere al meglio lo spirito di un’Olimpiade, che è qualcosa di differente da quanto si sperimenta negli altri grandi eventi sportivi. I feedback sono stati positivi, sia per quanto riguarda la Cerimonia di Apertura – a cui hanno potuto partecipare anche gli atleti dislocati su aree di montagna – sia per l’atmosfera che si è respirata in tutti i Villaggi Olimpici. L’auspicio è che le gesta sportive di tutti gli atleti possano spingere i giovani ad avvicinarsi alla pratica sportiva: il fatto che i Giochi abbiano attirato un’audience televisiva di età mediamente bassa ci fa ben sperare in questo senso».

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Il presidente Giovanni Malagò ha inoltre voluto riservare alcuni ringraziamenti particolari: «Ci sono due soggetti che meritano di essere ricordati per la loro importanza nel successo di questi Giochi. E sono i Ministeri dell’Interno e della Difesa con il JTF (Joint Task Force) che hanno garantito uno straordinario livello di sicurezza e per questo abbiamo ricevuto complimenti e ringraziamenti da parte di tutti per il supporto straordinario avuto dalle forze dell’ordine. La seconda persona è Christophe Dubi (Olympic Games Executive Director CIO): desidero ringraziarlo pubblicamente perché senza di lui i Giochi non avrebbero avuto questo tipo di successo, perché si è dedicato proprio con professionalità, competenze e una grande passione al nostro progetto». 

Andrea Varnier, inoltre, ha sottolineato: «Abbiamo raggiunto il numero di un milione e 300mila biglietti venduti, circa l’88% della capacità complessiva, un numero più alto delle nostre aspettative. Siamo molto contenti del successo del nostro programma di biglietteria». Le considerazioni conclusive, stimolate dalle domande dei cronisti presenti, sono state ancora del presidente Malagò: «Se questi Giochi verranno ricordati come un successo è merito anche degli storici risultati ottenuti dagli atleti italiani: sapevo fin dall’inizio che il loro contributo sarebbe stato fondamentale e così è stato. I migliori complimenti ricevuti? Mi ha fatto effetto leggere sul New York Times che New York sta pensando di candidarsi per una futura edizione dei Giochi Invernali insieme a Lake Placid. Un’altra conferma del fatto il modello dei Giochi diffusi, su cui noi abbiamo puntato tutto con coraggio, può funzionare. Di certo, però, ci vuole anche un lavoro organizzativo importante, soprattutto per quanto riguarda i trasporti. Da questo punto di vista, posso dire che la nostra macchina ha funzionato molto bene. Un’altra notizia positiva è che le istituzioni locali abbiano annunciato che alla Fiera di Rho rimarrà una pista di ghiaccio a disposizione dei milanesi. Una delle tante eredità positive che questi Giochi lasceranno alla città e al Paese».  

Questa sera, domenica, a partire dalle ore 20.30, calerà il sipario sulla XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali con la Cerimonia di Chiusura all’Arena di Verona. Un altro evento imperdibile per concludere in bellezza sedici giorni straordinari.

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