Morto Giancarlo Gentilini, il sindaco “sceriffo” di Treviso

Redazione

| 24/04/2025
Aveva 96 anni ed era noto per il suo stile improntato a rigore, ordine pubblico e “tolleranza zero”. È morto oggi l’ex sindaco di Treviso Gentilini.

È morto oggi, 24 aprile 2025, Giancarlo Gentilini, noto come “sindaco sceriffo” di Treviso, di cui fu primo cittadino fra 1994 e 2003, uno dei primi simboli della Lega Nord. Aveva 96 anni, era nato il 3 agosto 1929 a Vittorio Veneto.

Era soprannominato “sceriffo” per il suo stile amministrativo improntato a rigore, ordine pubblico e “tolleranza zero”, specialmente nei confronti dell’immigrazione irregolare e della criminalità.

Fu poi anche vicesindaco di Treviso per 10 anni, fino al 2013, e ancora consigliere fino al 2023.

Gentilini iniziò la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana, per poi aderire alla Lega Nord di Umberto Bossi, distinguendosi come “federalista italiano” e opponendosi alla svolta secessionista del partito nel 1996.

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Il ricordo dei colleghi di partito

Questi i pensieri del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nel ricordo di Giancarlo Gentilini: «È passato alla storia con il soprannome di ‘sceriffo’ ma, nel suo caso, il termine era molto riduttivo. È stato un uomo delle istituzioni prima ancora che un politico, un grande amministratore pubblico che negli anni della fine della prima repubblica ha saputo cogliere e intercettare i sentimenti della gente, di quello che chiamava ‘il mio popolo’, e grazie a questa dote come pochi altri ha saputo dare una risposta di buon governo a una città e diventare un modello per generazioni di sindaci in tante parti d’Italia. Tra i primi sindaci eletti direttamente, ha dato un’interpretazione di questo ruolo il più possibile vicino ai cittadini. Ha fatto la storia di Treviso e il Veneto ha avuto in lui una bandiera. Uomo di carattere, ha cambiato il corso della storia, non solo perché ha dimostrato che la Lega era un partito che poteva amministrare e farlo bene ma anche perché ha mutato l’approccio della pubblica amministrazione».

«Gentilini ha sdoganato l’immagine della Lega nella pubblica amministrazione in anni in cui era tutt’altro che facile; da quando, nel 1994, con la sua candidatura è stato espugnato il comune di Treviso è stato l’inizio di una galoppata – aggiunge Zaia -. Lo ho conosciuto proprio in quei giorni, nel 1993, ed è nata un’esperienza comune. Negli anni che hanno visto lui primo cittadino di Treviso e me al vertice della provincia fino al 2005, si è cementata una fortissima intesa. Abbiamo condiviso una grande passione civile, l’impegno e l’ansia del cambiamento, la visione di un Veneto portato fuori dalle secche in cui lo aveva relegato la vecchia politica dei palazzi. Ha reso quegli anni indimenticabili; mi mancherà e, sono certo, mancherà a tanti».

«Credeva nei trevigiani e nei veneti – conclude il Governatore – e anche ora che era lontano dalle stanze della politica, all’occasione non faceva mai mancare i suoi interventi e i suoi richiami, sempre attento e puntuale. Non posso dimenticare una delle sue ultime uscite, l’invito a rimanere e combattere che mi ha rivolto dalla stampa, insistendo che votare il presidente della Regione anche per un terzo mandato era una forma di rispetto dovuta ai cittadini. Ci sentivamo spesso e immancabilmente il 3 agosto per il suo compleanno. Ad ogni telefonata la voce è rimasta squillante e stentorea ed i suoi pensieri indirizzati al bene della città. Ora che è mancato non sarà più la stessa cosa».

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L’attuale sindaco di Treviso Mario Conte lo ricorda così: «Perdiamo un riferimento, un uomo che ha scritto, cambiato, segnato la storia della nostra Treviso e la figura del sindaco in Italia. Genty incarnava la passione, la concretezza, la trevigianità. Perdiamo un modello, un esempio, un’ispirazione, la stella polare per valori e capacità. Mancheranno i suoi consigli, le sue segnalazioni, mancherà lui. Tanto».

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Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega di Verona: «Giancarlo Gentilini è stato molto più di un sindaco: è stato un simbolo, un’icona del Veneto che non ha mai avuto paura di dire ciò che pensava. Con la sua voce inconfondibile e la passione travolgente per Treviso, ha saputo interpretare e rappresentare l’orgoglio della nostra gente. Anche nei toni più duri, c’era l’amore autentico per la sua terra. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo. Alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene esprimo il mio cordoglio personale e quello della Lega veronese».

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