Maturità 2025: tutto quello che c’è da sapere su date, prove e novità

Redazione

| 01/06/2025
La maturità 2025 inizierà il 18 giugno con due prove scritte e un colloquio orale. Torna anche quest'anno il "Capolavoro dello studente" per valorizzare il percorso personale.

A partire dal 18 giugno oltre 500mila studenti italiani affronteranno l’Esame di Stato 2025, che anche quest’anno seguirà la struttura ormai consolidata con due prove scritte e un colloquio orale. La prima prova, uguale per tutti gli indirizzi, sarà quella di italiano e si terrà mercoledì 18 giugno. Il giorno seguente, giovedì 19 giugno, si svolgerà la seconda prova scritta, specifica per ciascun indirizzo di studio. I colloqui orali inizieranno la settimana successiva, con date stabilite autonomamente da ogni commissione.

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La prima prova

La prima prova scritta proporrà sette tracce suddivise in tre tipologie: analisi del testo letterario, testo argomentativo su temi storici, sociali o scientifici, e tema di attualità. Le tracce saranno predisposte dal Ministero dell’Istruzione e rese note il giorno stesso della prova.

Partito il toto-tracce

Anche per quest’anno si fanno ipotesi su possibili autori e argomenti: tra questi spiccano Gabriele D’Annunzio (ancora mai uscito negli ultimi anni), il centenario della nascita di Andrea Camilleri, gli 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale  e temi come l’intelligenza artificiale, la sostenibilità e la violenza di genere.

La seconda prova

La seconda prova sarà invece legata alle discipline caratterizzanti l’indirizzo frequentato: latino o greco al classico, matematica o fisica allo scientifico, lingua straniera al linguistico, e così via. La durata e le modalità varieranno in base all’indirizzo.

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Colloquio orale

Il colloquio orale resta un momento fondamentale per valutare le competenze trasversali. Si partirà dall’analisi di un materiale scelto dalla commissione per poi passare alla discussione delle prove scritte, alla presentazione dei percorsi PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) e alla valutazione delle competenze in Educazione Civica. Un’ulteriore novità riguarda gli studenti che otterranno una valutazione di condotta pari a sei decimi: per loro è prevista la presentazione obbligatoria di un elaborato su temi legati alla cittadinanza attiva.

Il “Capolavoro dello studente”

Tra gli elementi più recenti introdotti dal Ministero vi è anche il cosiddetto “Capolavoro dello studente”: un progetto personale che documenta esperienze significative maturate durante il triennio finale delle superiori. Può trattarsi di un’attività scolastica, un progetto extrascolastico, un’esperienza di volontariato, artistica o sportiva. Sebbene non costituisca parte dell’esame vero e proprio, può essere condiviso sulla piattaforma ministeriale “Unica” e valorizzato durante il colloquio se ritenuto coerente e rilevante dalla commissione.

Per quanto riguarda l’ammissione all’Esame, è necessario aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, partecipato alle prove INVALSI, completato i PCTO e aver ottenuto almeno sei decimi in condotta. In presenza di insufficienze, il consiglio di classe può comunque deliberare l’ammissione con una motivazione adeguata.

Il punteggio finale sarà espresso in centesimi. Fino a 40 punti potranno essere assegnati come credito scolastico maturato nel triennio, fino a 20 per ciascuna delle due prove scritte e fino a 20 per il colloquio orale. È prevista la possibilità di ottenere la lode per chi raggiunge il massimo punteggio senza aver utilizzato i cinque punti bonus.

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