Maltempo: anche gli alpini veronesi in soccorso in Toscana
Sono rimasti vigili e di guardia a presidiare il territorio e i suoi punti più vulnerabili sia in città che in provincia durante tutto il periodo dell’allerta rossa e arancione, durante la prima e la seconda piena dell’Adige. Rientrato il pericolo per il veronese, sono partiti per la Toscana, dove il maltempo ha causato morti e ingenti danni. I volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona sono mobilitati e al lavoro ormai ininterrottamente da domenica scorsa, quando si è svolta “Storm” la più grande esercitazione di Protezione Civile mai testata prima a Verona. Dalla finzione si è purtroppo passati alla realtà nel giro di poche ore con la prima ondata di piena dell’Adige che ha raggiunto la città martedì scorso. Da allora, è stato un susseguirsi di allarmi e allerte, con Ponte Nuovo – dove i volontari dell’ANA hanno lavorato in sinergia con i vigili del fuoco – sorvegliato speciale, idrovore pronte a entare in azione e paratie già montate.
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Le unità dell’ANA sono al lavoro in alcune zone particolarmente colpite tra Campi Bisenzio e Signa, alle porte di Firenze. «Ci zone in cui l’acqua sta gradualmente defluendo mentre alte, che sono in conca, in cui l’acqua c’è e va rimossa. L’emergenza primaria è però portare acqua e cibo alle persone ancora bloccate nelle case dove le scorte stanno finendo», spiega Franco Foresti, vice responsabile Protezione Civile dell’ANA che attualmente si trova in Toscana mentre il coordinatore della PC dell’ANA Luca Brandiele sta gestendo l’emergenza da Verona in stretto coordinamento con le autorità.
«Ci stiamo coordinando con le istituzioni locali per cercare di far fronte a questa primissima urgenza. Sul confine tra Campi Bisenzio e Signa dove ci troviamo noi, i maggiori danni sono stati causati da due torrenti, piccoli fiumiciattoli che erano stati imbrigliati in condotte sotterranee che sono esplose. È una zona di depressioni quindi l’acqua ora sta stagnando e bisognerà trovare il modo di tirarla via – aggiunge Foresti -. Siamo partiti insieme alla colonna mobile nazionale verso la Toscana a poche ora dai violenti nubifragi».
Le vittime intanto salgono a 7. È stato infatti ritrovato morto in mattinata il 69enne disperso da giovedì scorso a Campi Bisenzio, tra i comuni del fiorentino più colpiti. E proprio in Toscana hanno fatto un punto il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Eugenio Giani.
«A scopo precauzionale – ha scritto sui social Giani – verranno evacuate nelle prossime ore con i sindaci dei Comuni coinvolti di Montale (Pistoia), Montemurlo (Prato) e Prato alcune abitazioni nelle aree in corrispondenza delle rotture del torrente Agna e del torrente Bagnolo».
«La nostra Protezione Civile non ha comunque mai abbandonato la sorveglianza a Verona: eravamo presenti in città sia in zona Ponte Nuovo che nei punti più critici lungo l’Adige. Tutte le squadre della provincia erano mobilitate lungo l’argine da Volargne a Pescantina e fino a San Martino Buona Albergo, Zevio e Legnago. Non solo Adige: anche la zona di Soave e dell’Alpone è stata al centro di interventi e presidi – elenca il vicepresidente vicario, nonché referente per la Protezione Civile David Favetta -. Abbiamo organizzato ronde notturne per tenere monitorato l’andamento dell’Adige e dei vari affluenti. L’impiego della PC dell’ANA è stato totale sia sul territorio provinciale che con questa aliquota di volontari e mezzi che è partita immediatamente per la Toscana. Tutto ciò è possibile grazie al lavoro di squadra».
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