L’Autonomia differenziata sbatte contro la Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale accoglie parzialmente il ricorso di alcune regioni: «Specifiche disposizioni sono illegittime». E chiede l’intervento del Parlamento.

La Corte Costituzionale ha accolto parzialmente il ricorso presentato da Puglia, Toscana, Sardegna e Campania contro la legge sull’autonomia differenziata per le regioni a statuto ordinario. Pur dichiarando infondata la questione di costituzionalità sull’intera norma, la Corte ha ritenuto alcune disposizioni illegittime, sottolineando la necessità di un intervento parlamentare.

Le disposizioni sotto accusa

Tra i punti contestati, i giudici hanno evidenziato che il trasferimento di competenze deve riguardare specifiche funzioni, rispettando il principio di sussidiarietà. Inoltre, è stata giudicata incostituzionale la delega legislativa per definire i LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) senza criteri chiari, lasciando eccessivo margine al Governo a scapito del ruolo del Parlamento. Critiche anche alla possibilità di aggiornare i LEP tramite decreti del Presidente del Consiglio e alla facoltà delle regioni di non contribuire agli obiettivi di finanza pubblica, indebolendo i principi di solidarietà e unità.

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I punti confermati

La Corte ha però stabilito che il Parlamento può emendare l’intesa con le regioni e che la definizione delle risorse destinate alle funzioni trasferite deve basarsi su fabbisogni standard e criteri di efficienza, superando la spesa storica. Ha inoltre chiarito che la legge deve rispettare il quadro generale della finanza pubblica e gli obblighi europei.

Il ruolo del Parlamento

Spetta ora al Parlamento colmare le lacune evidenziate, garantendo che la legge rispetti i principi costituzionali e assicuri piena funzionalità all’autonomia differenziata, nel rispetto dell’unità e dei diritti fondamentali.

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La reazione di Zaia

«La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità della legge sull’autonomia differenziata, sancendo ancora una volta che il nostro percorso è in linea con la Costituzione. È una conferma importante e rappresenta un passaggio storico per il Veneto e per tutto il Paese» afferma il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commentando la sentenza della Consulta. «Questo verdetto, di cui attendo di leggere il dettaglio delle motivazioni, rafforza il lavoro svolto negli anni e conferma che l’autonomia non è una questione divisiva, ma un’opportunità per dare voce e valore a ogni singolo territorio, nel rispetto dell’unità della Repubblica. La riforma dell’autonomia con questa legge ha aperto un dibattito e riforme importanti per questo Paese. L’alternativa sarebbe stata un’accettazione stantia e supina di un centralismo che nei decenni ha prodotto molti danni, con 3mila miliardi di debito pubblico e cittadini che talvolta, inaccettabilmente, spesso costretti a curarsi fuori dalla propria regione. Questo percorso ha il merito di aver dato vita a un dibattito assolutamente costruttivo».

Zaia ha sottolineato come l’impegno del Veneto per l’autonomia si sia sempre svolto con la massima trasparenza e partecipazione pubblica: «Ricordo che il 98,1% dei veneti ha votato a favore dell’autonomia nel referendum del 2017. È una volontà popolare netta e legittima che la politica ha il dovere di rispettare. La sentenza della Corte ha ribadito il diritto della nostra Regione a maggiori competenze, per rispondere con efficienza e responsabilità ai bisogni dei nostri cittadini».

Il Presidente ha poi sottolineato il ruolo degli esperti della Regione Veneto, tra cui illustri costituzionalisti ed economisti, che hanno partecipato all’udienza difendendo le prerogative del Veneto. «La nostra squadra di esperti, composta da figure di spicco del mondo accademico e universitario, continuerà a vigilare sui passaggi futuri per veder applicati i diritti del Veneto, nella consapevolezza che l’autonomia differenziata rispetta pienamente i principi di efficienza e solidarietà tra le Regioni, come richiesto dalla Corte Costituzionale. Il lavoro potrà concentrarsi anche, come evidenziato dalla Consulta, sull’ efficienza degli apparati pubblici e sulla responsabilità istituzionale nel rispondere ai bisogni dei cittadini, secondo il principio di sussidiarietà richiamato dalla Corte».

Zaia ha aggiunto che gli aspetti ritenuti incostituzionali dalla Corte saranno oggetto di attento monitoraggio da parte della Regione, con l’obiettivo di garantire che l’applicazione della legge continui a rispondere alle esigenze dei cittadini veneti e a promuovere una gestione virtuosa delle risorse. «Questa sentenza rafforza il nostro impegno. Per il Veneto ricordo che l’autonomia significa poter migliorare ancora di più i servizi sul territorio, dalla sanità alla protezione civile, con una gestione più diretta e aderente alle reali necessità del nostro contesto regionale» conclude il Presidente.

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