L’Aquila, 17 anni dal sisma: il ricordo delle 309 vittime

Redazione

| 06/04/2026
La città si stringe nel silenzio per il 17° anniversario del terremoto. Il sindaco Biondi: «Una ferita aperta che non ci impedisce di guardare con speranza al futuro».

Sono passati diciassette anni dalla notte che ha cambiato per sempre il volto dell’Abruzzo. Il 6 aprile 2009 rimane una data impressa nella memoria collettiva italiana. L’Aquila ha ricordato le sue 309 vittime con una notte di raccoglimento, fiori e musica.

Quest’anno la commemorazione ha seguito una formula diversa, senza il tradizionale corteo. I cittadini si sono riuniti all’Emiciclo per ascoltare i “Solisti Aquilani”. Le note di Bach e Vivaldi hanno accompagnato il dolore dei familiari. Al Parco della Memoria è stato poi acceso il braciere simbolico.

LEGGI ANCHE: Tentato omicidio a Legnago

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha sottolineato la forza della comunità: «È una ferita che non si rimargina, però non per questo ci rende incapaci di vivere appieno il presente e di immaginare il futuro». Il primo cittadino ha ribadito l’obiettivo di costruire una città “sicura, inclusiva e accogliente”, pensata per le nuove generazioni.

Anche le istituzioni nazionali hanno espresso vicinanza al territorio. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha definito il sisma «una ferita aperta nel cuore del nostro Paese». Il ministro ha poi rinnovato la gratitudine verso i soccorritori che lavorarono senza sosta tra le macerie. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato di una «cicatrice indelebile», ricordando l’impegno per la ricostruzione.

Un momento particolarmente toccante è stata la deposizione dei fiori davanti alla Casa dello Studente, luogo simbolo della tragedia. Vincenzo Vittorini, in rappresentanza dei familiari delle vittime, ha lanciato un appello ai più giovani. L’invito è quello di diventare “sentinelle della memoria” per garantire che il ricordo di quella notte non svanisca con il passare degli anni.

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!