Incidente di Mestre, perizia sul guardrail. Nove i feriti in terapia intensiva
«Non abbiamo alcun elemento per trarre conclusioni sul guardrail, per questo ci serve una perizia». Esordisce così Bruno Cherchi, il capo dell’ufficio giudiziario veneziano, come riporta l’Ansa, in merito all’incidente di martedì sera a Mestre. «Sul guardrail – ha spiegato – faremo tutte le attività del caso, iniziando da una consulenza tecnica, appena avremo trovato il soggetto idoneo per farla. Servono conoscenze tecniche, non giuridiche. Per ora non abbiamo acquisito dal Comune di Venezia documenti sulla rampa. Le notizie spezzettate non aiutano il nostro lavoro e creano confusione. La Giustizia non è uno show».
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Aggiornamento sulle condizioni dei feriti
Attualmente risultano ricoverati presso gli ospedali del Veneto 15 pazienti coinvolti nell’incidente del pullman a Mestre. Ancora nove di loro sono in reparti ad alta intensità di cura (terapie intensive), 5 nei reparti di chirurgia, 1 in pediatria.
- Adulti: 12 pazienti (7 donne, 5 uomini)
- Minori: 3 pazienti (2 bambine, 1 bambino)
- Terapia intensiva: 9 pazienti (8 adulti, 1 minore)
Nazionalità
- Ucraina: 6
- Tedesca: 5
- Spagnola: 2
- Francese: 1
- Croata: 1
Suddivisione fra le strutture
- Ospedale di Mestre: ricoverati 5 pazienti, tre di nazionalità ucraina (F di 43 anni, F di 40 anni, M di 39 anni), 2 di nazionalità tedesca (M di 28 anni, F di 27 anni). Un paziente è ancora in condizioni critiche, due in condizioni discrete e due in decorso regolare.
- Ospedale di Dolo: 1 paziente di nazionalità francese (F di 21 anni), il cui decorso risulta regolare.
- Ospedale di Mirano: 1 paziente di nazionalità croata (M di 24 anni), il cui decorso risulta regolare.
- Ospedale di Treviso: ricoverati 5 pazienti, di cui tre di nazionalità tedesca (due minori, F di 4 anni e M di 13 anni) e un adulto M di 33 anni; uno spagnolo (M di 50 anni), un’ucraina (F di 33 anni). Per quattro pazienti il decorso è regolare, un paziente risulta stabile.
- Ospedale di Padova: ricoverati 3 pazienti (F), due di nazionalità ucraina (una donna di 29 anni e una bambina di 4) e una donna spagnola di 52 anni. Tutte e tre le pazienti sono ancora in condizioni critiche.
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