Il bracciante morto nel Lazio non aveva nemmeno un contratto
È deceduto ieri in ospedale Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni abbandonato in strada dal suo datore di lavoro dopo un incidente in un’azienda agricola in provincia di Latina. Il suo braccio era rimasto incastrato in un macchinario, con l’amputazione come conseguenza. Aveva anche fratture alle gambe. Il titolare dell’azienda, Renzo Lovato, ha commentato: «Avevo avvisato il lavoratore di non avvicinarsi al mezzo, ma lui ha fatto di testa sua».
Singh era stato trasportato a casa, con il braccio amputato, invece che al pronto soccorso. Solo lì i familiari hanno potuto chiamare il 118. È morto alcune ore dopo all’ospedale San Camillo di Roma.
Il titolare, già indagato per lesioni colpose e omissione di soccorso, ora potrebbe essere accusato di omicidio colposo. Intanto è emerso che l’uomo, come la moglie che lavorava con lui, non aveva un regolare contratto di lavoro, né permesso di soggiorno.
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La Ministra del Lavoro contro il “caporalato”
«Ringrazio tutto il personale impegnato nella costante attività di controllo e contrasto al caporalato, che ha portato a risultati concreti con l’indagine coordinata per diversi mesi dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. È anche grazie alla professionalità e alla tenacia dei carabinieri del Comando Tutela del Lavoro e degli ispettori del lavoro INL che è stata sgominata un’altra rete di sfruttatori di braccianti. Un risultato reso possibile dalla collaborazione fra le istituzioni e diramazioni dello Stato». Ad affermarlo, commentando i risultati di alcune operazioni delle forze dell’ordine, è la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.
«Continueremo a perseguire con decisione queste forme di moderno schiavismo che sfrutta lo stato di necessità delle persone, costringendole a condizioni di lavoro inaccettabili. Come Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ribadisco l’impegno a usare tutti i mezzi a nostra disposizione per contrastare i comportamenti messi in atto da individui senza scrupoli, che pensano di comprare la vita delle persone con pochi spiccioli. Renderemo questi mezzi ancora più incisivi, come abbiamo già fatto reintroducendo il reato penale di somministrazione illecita di manodopera che era stato abrogato nel 2016».
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