Granchio blu, Zaia: «L’attenzione resti alta»
«L’attenzione sull’emergenza granchio blu non va abbassata», lo dice il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, tornando a parlare dell’emergenza granchio blu. «Ringrazio il Governo per le ulteriori misure annunciate alle categorie nei giorni scorsi e per aver dato nuovi segnali manifestando la vicinanza ai pescatori che si trovano ogni giorno in prima linea a combattere contro questo flagello».
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«La stagione invernale è alle porte, l’autunno per le nostre vongole è il momento della semina e il periodo delle feste il momento della raccolta per un prodotto che ha un ciclo di vita di 2-3 anni. La speranza è che con l’inverno l’esplosione demografica del granchio blu rallenti, consentendoci di fare un bilancio su quanto accaduto in questi mesi e per prepararci ad affrontare una nuova primavera con strumenti adeguati. Ma la preoccupazione e l’allerta resta alta: dobbiamo sfruttare ogni strumento per arginare un fenomeno estremamente pericoloso per il nostro ecosistema, le produzioni identitarie e potenzialmente anche per il nostro litorale turistico».

«Ringrazio Arpav e Veneto Agricoltura che con il coordinamento dei tecnici della Regione del Veneto dall’estete sono al lavoro per studiare questa specie invasiva – aggiunge Zaia –. Proprio in questi giorni sono state raccolte le prime nasse dedicate allo studio biologico del granchio, la cui installazione avevo annunciato ad agosto. È un’operazione di raccolta e monitoraggio del granchio nelle lagune del Delta del Po, in collaborazione con Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine. Le nasse per la cattura del granchio, posizionate dai pescatori nelle Sacche di Scardovari, Canarin e Barbamarco, vengono ispezionate regolarmente con il supporto scientifico anche dei ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova».
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«Dopo la raccolta, si prelevano campioni, che vengono misurati e pesati, si registrano i dati riguardanti il sesso e lo stadio di maturità. In più vengono registrati parametri ambientali come la salinità, temperatura, pH e ossigeno rilevati nelle aree di raccolta e campionamento. Questa attività continuerà per i prossimi mesi con l’obiettivo di raccogliere più informazioni possibili da rendere disponibili a tutti i soggetti che si stanno occupando o studieranno il granchio, per approfondire la conoscenza di questa specie aliena invasiva ormai purtroppo stabilmente presente nei nostri territori. La speranza è anche dal mondo della ricerca e della scienza possano arrivare ulteriori strumenti per combattere questa specie aliena».
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