Gli Usa attaccano l’Iran: bombardati siti nucleari

Redazione

| 22/06/2025
L'intervento americano con bombardieri stealth B-2 e bombe "bunker buster" segna l'escalation del conflitto Iran-Israele iniziato il 13 giugno.

Gli Stati Uniti hanno lanciato nella notte fra sabato 21 e domenica 22 giugno un attacco militare diretto contro tre principali impianti nucleari iraniani, segnando un’escalation nel conflitto tra Iran e Israele in corso da nove giorni. Il presidente Donald Trump ha annunciato personalmente l’operazione attraverso Truth Social, dichiarando che l’attacco è stato «completato con successo» contro i siti di Fordow, Natanz ed Esfahan.

L’operazione militare ha impiegato bombardieri stealth B-2 e per la prima volta in combattimento le potenti bombe “bunker buster” da 13.600 kg, progettate per penetrare strutture sotterranee fortificate. Il sito principale colpito è stato Fordow, la struttura sotterranea nella provincia di Qom dove secondo Trump è stato «sganciato un carico completo di bombe».

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In un discorso alla nazione dalla Casa Bianca, Trump ha dichiarato che «i principali impianti di arricchimento nucleare dell’Iran sono stati completamente e totalmente distrutti» e ha lanciato un ultimatum a Teheran: «L’Iran, il grande bullo del Medioriente, ora deve fare la pace. Se non lo fa, i prossimi attacchi saranno molto più massicci».

La risposta iraniana è stata immediata: i Guardiani della Rivoluzione hanno scritto su X che «adesso è iniziata la guerra», mentre la televisione di Stato ha dichiarato che «ogni cittadino americano, o militare, nella regione è ora un legittimo obiettivo». Nella mattinata l’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico verso Israele, confermando l’intenzione di proseguire il conflitto.

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Il conflitto, iniziato il 13 giugno con massicci bombardamenti israeliani su territorio iraniano, ha finora causato oltre 430 morti e 3.500 feriti in Iran secondo il ministero della Salute locale, mentre in Israele si contano almeno 25 vittime. Gli Stati Uniti hanno avviato l’evacuazione volontaria dei propri cittadini da Israele, con due voli già decollati da Tel Aviv verso Atene.

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