Giovanni Brusca libero: azionò il telecomando della strage Capaci
Redazione
Giovanni Brusca, il “boia di Capaci”, il capomafia che azionò il telecomando che innescò l’esplosione il 23 maggio del 1992 in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, è libero.
A fine maggio sono infatti trascorsi i quattro anni di libertà vigilata impostigli dalla magistratura di sorveglianza, ultimo debito con la giustizia del boss di San Giuseppe Jato che si è macchiato di decine di omicidi e che, dopo l’arresto e dopo un primo falso pentimento, decise di collaborare con la giustizia.
Brusca si è macchiato anche di numerosi altri omicidi efferati, tra cui quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido nel 1996 per punire il padre Santino Di Matteo, divenuto collaboratore di giustizia. Ora continuerà a vivere lontano dalla Sicilia sotto falsa identità e resterà sottoposto al programma di protezione.
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