Gaza, attacco all’ospedale Nasser: MSF: «Una scena mostruosa e crudele»
di Matteo Scolari
Un nuovo attacco ha colpito questa mattina l’ospedale Nasser, nel sud di Gaza, dove Medici Senza Frontiere (MSF) supporta i reparti di maternità, pediatria e ortopedia. Le forze israeliane hanno bombardato la struttura, uccidendo almeno 20 persone e ferendone altre 50, tra cui operatori sanitari, soccorritori e giornalisti.
“È stata una scena mostruosa e crudele – ha raccontato il dottor Mahmoud Kullab, presente al momento dell’attacco –. Colpire in un momento in cui c’è carenza di forniture mediche e attrezzature rende la situazione ancora più brutale”.
Ascolta le parole di Mahmoud Kullab (in inglese)
Tra le vittime c’è anche la fotografa Mariam Abu Dagga, collaboratrice di MSF, che lascia un figlio. Nella giornata di oggi sarebbero stati uccisi almeno altri quattro giornalisti. Alcuni membri dello staff di MSF sono riusciti a mettersi in salvo rifugiandosi nel laboratorio dell’ospedale, mentre l’edificio veniva ripetutamente colpito durante le operazioni di soccorso.
Durissima la denuncia di Jérôme Grimaud, coordinatore di emergenza di MSF a Gaza: “Denunciamo con la massima fermezza gli attacchi contro l’unica struttura medica pubblica parzialmente funzionante nel sud di Gaza. Da mesi assistiamo alla distruzione delle strutture sanitarie, all’uccisione di giornalisti e operatori sotto le macerie. Mentre Israele ignora il diritto internazionale, gli unici testimoni della sua campagna vengono deliberatamente presi di mira. Questo deve finire subito”.
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