Fitto all’esame del Parlamento UE: «Rappresento l’Europa, non un partito»
Raffaele Fitto, candidato italiano alla vicepresidenza esecutiva della Commissione europea, ha affrontato oggi l’audizione di fronte al Parlamento europeo a Bruxelles. Nel suo intervento introduttivo, Fitto ha dichiarato: «Non sono qui per rappresentare un partito politico o uno Stato membro, ma per il mio impegno per l’Europa».
Durante le tre ore di domande, il commissario designato si è concentrato principalmente sugli aspetti tecnici del suo potenziale ruolo, evitando di entrare in questioni politiche controverse. Ha sottolineato l’importanza di semplificare e rendere più flessibile la politica di coesione dell’UE, proponendo di raddoppiare il budget per l’edilizia abitativa da 7 a 14 miliardi di euro.
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Fitto ha anche affermato che lavorerà per consentire agli Stati membri di realizzare le riforme previste dai Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza entro il 2026. Rispondendo a una domanda sul Next Generation EU, ha ammesso: «Se dovessi votare domattina sarebbe un voto favorevole».
Alcuni eurodeputati, in particolare dai gruppi dei Verdi e della Sinistra, hanno cercato di interrogare Fitto su questioni politiche sensibili legate al suo partito di provenienza, Fratelli d’Italia. Il candidato ha però ribadito il suo impegno a rappresentare gli interessi dell’Unione Europea nel suo complesso, sottolineando che entrare in questioni politiche avrebbe violato il codice di condotta della Commissione.
Al termine dell’audizione, i coordinatori della commissione Affari Regionali dell’Eurocamera hanno optato per un rinvio a “data da destinarsi” per la valutazione finale dell’audizione di Fitto. Il voto definitivo del Parlamento europeo sull’intera Commissione è previsto durante la sessione plenaria del 25-28 novembre a Strasburgo.
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