Firmata la direttiva per l’educazione (facoltativa) alle relazioni nelle scuole
«Il tema dell’educazione alle relazioni, e quindi della lotta contro il residuo di maschilismo, e il contrasto alla violenza e la discriminazione nei confronti delle donne è una sfida che questo Governo sente in modo particolare. Per questo motivo ho fortemente voluto il progetto sull’educazione alle relazioni che ho firmato oggi». Così il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, intervenuto nel pomeriggio di ieri alla 32esima edizione di JOB&Orienta, annunciando la Direttiva ministeriale sull’educazione alle relazioni. Si tratta di una Direttiva indirizzata a tutte le scuole secondarie di secondo grado, in via sperimentale, con la quale il ministro ha dato disposizione di affrontare, durante le ore di educazione civica ma non solo, i delicati temi.
Ha spiegato Valditara: «Il progetto si articolerà con gruppi di discussione, ci sarà un percorso formativo curato da Indire, con la collaborazione dell’Ordine degli psicologi e con un monitoraggio finale. In questi gruppi gli studenti svolgeranno un ruolo importante: si confronteranno e discuteranno, in un momento di crescita. Abbiamo previsto 30 ore di formazione nell’arco di un anno e abbiamo messo a disposizione del progetto 15 milioni di euro, destinati ai docenti che si occuperanno del percorso. Ho fortemente voluto questo progetto, che è stato costruito attraverso un dialogo anche con le associazioni dei genitori, degli studenti, dei docenti e con i sindacati».
Critiche da FLC CGIL. «Modalità inaccettabili: sedute extrascolastiche e docenti che diventano psicoterapeuti»
«La FLC CGIL riconosce l’importanza di affrontare nei curricoli scolastici temi quali il rispetto di genere e la sensibilizzazione contro gli abusi puntando sull’educazione come chiave di un cambiamento culturale reale e duraturo ma rileva l’assoluta necessità di generalizzare percorsi educativi trasversali, con obiettivi definiti e contestualizzati, rivolti alle alunne e agli alunni di ogni età, a partire dall’infanzia quando è ancora in fase precoce la strutturazione e il consolidamento della personalità e della vita relazionale», scrive il sindacato in una nota.
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«Soprattutto – aggiunge – occorre agire sinergicamente chiamando in causa tutte le agenzie che svolgono un ruolo educativo, a partire dalle famiglie e dalle comunità territoriali, evitando di scaricare sulla sola scuola l’intera responsabilità di un intervento che deve essere strutturale e continuativo».
«Il progetto illustrato dal Ministro Valditara, al contrario, è rivolto esclusivamente alle ragazze e ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado e si articola in sedute di partecipazione collettiva per gruppi collocate in specifici momenti programmati in orario extrascolastico, in cui i docenti assumono anche la funzione impropria di psicoterapeuti. Si tratta di un’impostazione “specialistica” più che educativa in cui l’interesse si focalizza sui fenomeni anziché sulle loro cause e sulla prevenzione, con un affondo sugli aspetti sanzionatori, in coerenza con le politiche messe in campo da questo governo nei confronti degli studenti e delle studentesse ed estranee al ruolo proprio della scuola».
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