Finanziaria 2025: le richieste dei professionisti della salute
«Nessuno pensi di continuare a fare cassa sulla pelle del Servizio Sanitario Nazionale e dei suoi professionisti» Questo il monito di Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed, Guido Quici, Presidente Nazionale Cimo-Fesmed, e Antonio De Palma, Presidente Nursing Up. I tre rappresentanti delle principali sigle sindacali dei medici, dirigenti sanitari e infermieri hanno deciso di unire le forze per fare pressioni sul Governo in vista della presentazione della legge finanziaria 2025.
I sindacati sottolineano la necessità di interventi decisi per risollevare il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) dallo stato di crisi in cui versa da anni. «Il nostro principale obiettivo – dichiarano – è quello di favorire provvedimenti che risollevino il SSN e rendano più appetibili le nostre condizioni di lavoro, mettendo un argine alle fughe di colleghe e colleghi molto prima dell’età di quiescenza».
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I rappresentanti sindacali hanno presentato un pacchetto di richieste che intendono portare avanti con determinazione:
- Investimenti nel SSN non solo in termini finanziari, ma anche attraverso leggi che ne consentano il rilancio.
- Rendere appetibili le professioni sanitarie attraverso un piano di assunzioni che limiti il disagio lavorativo.
- Aumenti salariali con adeguati finanziamenti per il rinnovo dei contratti, inclusi quelli dei sanitari dell’ospedalità privata, e riconoscere risorse specifiche per le diverse categorie sanitarie.
- Defiscalizzazione dell’indennità di specificità medica, raddoppio dell’indennità infermieristica ed estensione delle indennità anche alle Ostetriche.
- Provvedimenti contro le aggressioni nelle strutture sanitarie.
- Contrattualizzazione degli specializzandi.
- Riconoscimento del carattere usurante delle professioni assistenziali.
Oltre alla legge di bilancio, i sindacati chiedono una riforma profonda del SSN, ormai datata al 1992 con il decreto legislativo n. 502, per allinearla alle trasformazioni degli ultimi decenni.
«Chiediamo un forte impegno da parte del Governo – concludono Di Silverio, Quici e De Palma – affinché dimostri se davvero intende difendere il diritto alla salute, unico principio espressamente dichiarato fondamentale nella Costituzione Italiana, o se intende portare alla deriva il nostro SSN. Noi ci comporteremo di conseguenza».
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