Salgono a cento le vittime della montagna in Italia quest’estate

Redazione

| 18/08/2025
Dall’inizio dell’estate sono già oltre cento le vittime, con un bilancio che a luglio contava 83 decessi e che ad agosto continua a crescere. L'allarme del Soccorso Alpino: «Escursionismo in aumento, ma spesso senza preparazione».

Continua la tragica estate 2025 per la montagna italiana, dove si registrano incidenti quasi quotidiani. Dall’inizio dell’estate sono già oltre cento le vittime, con un bilancio che a luglio contava 83 decessi e che ad agosto continua a crescere.

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L’ultimo incidente è avvenuto domenica sul massiccio del Monte Bianco, lungo la cresta del Brouillard a quota 4.030 metri. La vittima è Davide Migliorino, 36 anni, residente a Treviglio (Bergamo). L’alpinista, in cordata con due compagni rimasti illesi, procedeva slegato quando una roccia ha ceduto sotto la sua presa, causandone la caduta fatale. Il Soccorso Alpino Valdostano ha recuperato il corpo e lo ha trasportato a Courmayeur. Le indagini sono in corso da parte della Guardia di Finanza di Entrèves.

Il fine settimana di Ferragosto ha visto altri gravi episodi. Sabato sera, sempre sul Monte Bianco, un alpinista è rimasto sospeso nel vuoto sul Dente del Gigante. Dopo diversi tentativi in elicottero, i soccorritori sono riusciti a raggiungerlo scalando il tratto a piedi e a portarlo in salvo al rifugio Torino.

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Il 14 agosto due alpinisti sono morti sul Castore, nel massiccio del Monte Rosa, precipitati dalla cresta durante una perturbazione. L’11 agosto, in Alto Adige, tragedia per padre e figlio caduti da un tratto esposto nei pressi del bivacco Pixner, nella zona di Moso in Passiria.

Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino (CNSAS) lancia l’allarme, come riporta anche l’Ansa. «Ad oggi è impossibile fornire un dato aggiornato – spiega Simone Alessandrini – ma gli interventi non si sono certo fermati, anzi». Il 44% riguarda escursionisti colpiti da malori o cadute, il 56% attività più complesse. Alessandrini sottolinea come l’escursionismo abbia visto una forte crescita negli ultimi 4-5 anni, ma spesso senza la necessaria preparazione tecnica.

«Il 90% delle persone che va in montagna non è iscritto al CAI – aggiunge – molti non conoscono i percorsi e indossano scarpe da città, affrontano salite in magliette di cotone e pantaloncini, e spesso senza neanche una borraccia d’acqua».

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