Da Orban a Vannacci: la grande festa della Lega a Pontida 2024
Il tradizionale raduno leghista di Pontida si è trasformato quest’anno in un vero e proprio summit dell’Europa sovranista. Sotto il cielo della Bergamasca, Matteo Salvini ha accolto una schiera di leader nazionalisti europei, con Viktor Orban in prima fila, per lanciare un messaggio forte e chiaro: la difesa dei confini nazionali non è un crimine.
L’evento, che ha visto la partecipazione di migliaia di sostenitori, ha messo al centro il tema dell’immigrazione, con lo slogan “Non è reato difendere i confini” ben visibile sul palco principale. Salvini, nel suo discorso conclusivo, ha ribadito la necessità di politiche più rigide sull’immigrazione e ha sottolineato l’importanza dell’autonomia regionale.
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Il primo ministro ungherese Orban, accolto come ospite d’onore, ha definito Salvini “un eroe europeo”, consolidando così l’asse tra i due leader. La presenza di figure come Geert Wilders dall’Olanda e André Ventura dal Portogallo ha ulteriormente rafforzato il messaggio di unità del fronte sovranista europeo.
Nonostante le polemiche che hanno preceduto l’evento, in particolare per la presenza del generale Vannacci, il raduno si è svolto senza incidenti. La Lega ha colto l’occasione per raccogliere firme a sostegno di Salvini, in vista del processo Open Arms.
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La forte presenza veneta
Il Veneto si è confermato una delle regioni con la più alta partecipazione al raduno di Pontida, con circa 6mila militanti e simpatizzanti giunti sul “sacro prato”. La delegazione veneta, guidata dal presidente Luca Zaia, ha portato con sé un’enorme bandiera con il Leone di San Marco, simbolo della regione, che è stata dispiegata sul palco tra gli applausi della folla.
Gli interventi di Zaia e Borchia
Il presidente Luca Zaia, nel suo discorso, ha ribadito l’importanza dell’autonomia, definendo quella del 2024 “la Pontida delle Pontide” proprio per il raggiungimento di questo obiettivo. Zaia ha sottolineato come l’autonomia non sia sinonimo di egoismo, ma di responsabilità e di equa distribuzione del benessere, criticando il centralismo che ha prodotto un ingente debito pubblico.
L’eurodeputato veronese Paolo Borchia, coordinatore federale Lega nel Mondo, ha invece posto l’accento sull’importanza di difendere i valori e le tradizioni europee, in linea con il tema sovranista che ha caratterizzato questa edizione del raduno.
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