Conflitto russo-ucraino, Capuozzo: «Verso la negoziazione?»
Si è svolto ieri sera l’appuntamento a Cerro Veronese con il giornalista Toni Capuozzo: un momento per riflettere sul mondo dell’informazione e sul futuro del giornalismo, oltre che su fatti di attualità che ci interessano da vicino. A esporre il suo punto di vista sulla guerra in Ucraina, nei nostri studi, è stato il giornalista stesso.
Ad aprile, insieme a Francesco Borgonovo, ha pubblicato un libro sul conflitto russo-ucraino, dal titolo “Guerra senza fine”. Il conflitto è il risultato di ostilità che proseguono da anni…
La sorpresa è stata l’ammissione di colpa della classe politica europea. Si tratta di un conflitto che è iniziato nel 2014. Come Europa abbiamo trascurato una situazione che ormai da tempo andava degradandosi. Non si tratta solo dell’invasione della Russia, ma è anche una sorta di guerra civile in Ucraina, che si protrae da ormai dieci anni.
Forse non siamo più capaci di fare opere di mediazione?
Direi di prevenzione, più che altro. Si tratta di una guerra di culture, e noi italiani abbiamo dimenticato l’esperienza del Trentino e del Südtirol.
Dai media a volte arrivano notizie talvolta parziali, e questo contribuisce a fare percepire il conflitto come distante dall’opinione pubblica. Secondo lei si arriverà a una fine, o è difficile prevederlo?
Il titolo del libro “Guerra senza fine” è stato pensato mesi fa, e vuol dire che la NATO ha sposato una linea esclusivamente militare che non prevedeva altro che la vittoria. L’Europa non ha mai avuto un piano B, e i risultati li vediamo in questi giorni, con una controffensiva che non riesce a sfondare e gli ucraini non sono più disposti ad andare a morire in nome della Patria. Se potessi cambiare il titolo, oggi, metterei un punto di domanda alla fine. Credo che entro la fine dell’anno andremo verso la direzione del negoziato.
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