Bonus 600 euro, il Garante: «La privacy non è un ostacolo»

Il Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione precisa che la privacy non è un ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo, nel caso in cui non si evinca una condizione di disagio economico-sociale dell'interessato.

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«La privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato». Lo sottolinea, in relazione alla vicenda del bonus Covid, il Garante per la protezione dei dati personali Pasquale Stanzione, facendo riferimento all’art. 26, comma 4, d.lgs. 33 del 2013.

«Ciò vale, a maggior ragione, rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono – spiega il Garante – anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggetti». Il Garante contestualmente comunica che «sarà aperta una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse».

«Come promesso, se qualcuno ha preso un bonus verrà sospeso, anche se quei soldi sono stati dati in beneficienza». Lo dichiara il capogruppo della Lega Riccardo Molinari. (Ansa)