Autonomia del Veneto, Bozza: «Passaggio in Cdm svolta importante»
Sul tema dell’autonomia, il consigliere regionale del Veneto di Forza Italia Alberto Bozza parla di «svolta importante» dopo il vertice di Governo di ieri che ha stabilito la discussione del testo sull’autonomia differenziata in Consiglio dei Ministri.
Bozza ricorda il ruolo e il contributo di Forza Italia e del Vicepremier e Ministro Antonio Tajani: «La conferma nei e con i fatti di quanto ci stiamo spendendo per l’autonomia e di quanto siano state strumentali e sbagliate le interpretazioni che qualche nostro alleato ha fatto delle dichiarazioni dell’On. Tajani. Forza Italia è naturalmente autonomista, lo è dalla nascita, lo è nella sua cultura da sempre liberale e anti-statalista. E ricordo che noi in Consiglio regionale siamo l’unico partito che si richiama all’autonomia del Veneto sia nel simbolo che nel nome del Gruppo, proprio perché la nostra azione politica ha l’obiettivo di raggiungere questa riforma storica entro la fine di questa legislatura regionale, nel 2025».
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E la strada più indicata e concreta per ottenere l’autonomia differenziata, sottolinea Bozza, è «procedere con equilibrio e con la più ampia condivisione possibile, altrimenti l’alternativa è semplicemente non raggiungere il risultato, non esiste una terza via».
Bozza spiega: «Anche a me piacerebbe avere tutto e subito, ma questo Governo di centro destra si è appena insediato dopo anni di immobilismo del Pd e dei 5 Stelle, e in appena una manciata di mesi ha già messo in agenda il testo in uno dei prossimi Cdm. Un segnale chiaro, limpido. E ora che a Roma finalmente ci sono le condizioni politiche per realizzare l’autonomia, dobbiamo essere pragmatici e concreti, non alimentare polemiche o bisticciare tra di noi sui giornali. Ed è con questo spirito pragmatico e con questa concretezza che in Regione si muove anche Forza Italia, come del resto il Presidente Zaia. Sia noi che Zaia lavoriamo nel solco di quanto già prevede la Costituzione sull’autonomia regionale. Giusto discutere di tutto, senza talebanismi, di materie, Lep e perequazioni, l’importante è giungere al risultato che ci chiedono i veneti dal referendum del 2017, dopo anni di governi di sinistra che hanno saputo dire solo no».
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