Alta tensione in Medio Oriente. L’Iran minaccia Londra e Parigi
Redazione
Non accenna a calare la tensione tra Israele e l’Iran. Dopo l’inizio dell’operazione “Rising Lion“ lanciata da Israele contro l’Iran e l’uccisione di diverse istituzioni, tra cui capo delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Salami, e il generale Mohammad Bagheri, oltre a due scienziati fondamentali del programma nucleare iraniano, Teheran ha risposto.
Il regime ha definito l’attacco una vera e propria “dichiarazione di guerra” e ha lanciato due ondate di missili e droni contro Israele. Le città di Tel Aviv e Gerusalemme, nel corso della notte, sono state bersaglio diretto di queste offensive, che hanno causato danni materiali e alcuni feriti, ma sono state in larga parte respinte dal sistema di difesa israeliano Iron Dome. L’Iran, però, ha anche minacciato apertamente le capitali europee che sostengono Israele, dichiarando che «Londra e Parigi non saranno al sicuro se continueranno a sostenere i sionisti». Queste parole, pronunciate da esponenti di alto livello delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno immediatamente suscitato la condanna della comunità internazionale.
Il segretario generale dell’ONU António Guterres ha espresso profonda preoccupazione, invitando tutte le parti ad agire con responsabilità per evitare un conflitto regionale dalle conseguenze globali. L’Unione Europea ha fatto appello alla de-escalation, mentre il premier polacco Donald Tusk ha parlato del rischio concreto di “una guerra normale” che potrebbe destabilizzare il mondo intero. Anche il Papa ha lanciato un appello accorato alla pace, definendo la situazione “gravemente deteriorata” e chiedendo che si eviti il precipitare degli eventi verso uno scontro totale.
L’Italia segue con apprensione lo sviluppo della crisi. Il governo ha convocato un vertice d’urgenza e la premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Netanyahu, ribadendo l’impegno dell’Italia a lavorare per la stabilità, ma anche la contrarietà a un Iran dotato di armi nucleari. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha messo in guardia contro l’impatto del conflitto sul mercato energetico europeo, soprattutto in vista dell’estate, sottolineando il rischio di instabilità nelle forniture e nei prezzi.
L’esercito israeliano stima che l’Iran non dovrebbe lanciare altri attacchi contro Israele a breve, ma che i bombardamenti dall’Iran riprenderanno in serata. Secondo l’Idf parte della calma delle ultime ore è dovuta a una festività che si celebra oggi in Iran.
L’Idf ha inoltre riferito che l’intero Comando del Fronte Interno è stato mobilitato: più di 50 battaglioni di soccorso sono schierati in tutto il Paese, e ha sottolineato l’importanza della protezione: nell’attacco a Tel Aviv, tre appartamenti sono stati completamente distrutti. Anche domani potrebbe essere esteso l’ordine sarà di non recarsi nei luoghi di lavoro non essenziali e di non tenere lezioni in tutto il Paese.
Il Comando del fronte interno dell’Idf è pronto a modificare i tempi di allerta per i civili in caso di attacchi missilistici balistici iraniani. L’Home Front Command ha dichiarato che pubblicherà un avviso sulla sua app fino a 15 minuti prima di un attacco previsto, indicando ai civili di rimanere nelle vicinanze dei rifugi antiaerei. Questo dovrebbe aiutare coloro che non hanno rifugi nelle proprie case a dirigersi verso i rifugi pubblici.
Le sirene suoneranno 90 secondi prima dell’impatto previsto dei missili. Una volta attivate, i civili sono invitati a entrare immediatamente nei rifugi antiaerei e a rimanervi fino a nuovo avviso. Una volta ritenuto terminato il bombardamento, l’Home Front Command pubblicherà un aggiornamento che consentirà ai civili di uscire dai rifugi antiaerei. La procedura verrà ripetuta se si prevede un altro attacco.
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