Alloggi studenti, si discute sui 660 milioni dal Governo
La settimana scorsa, mentre a Verona e in altre città italiane si diffondevano le proteste degli studenti universitari contro il caro affitti, il Consiglio dei Ministri annunciava l’immediata operatività dei 660 milioni di euro destinati all’acquisizione della disponibilità di nuovi posti letto in alloggi o residenze per studenti delle istituzioni della formazione superiore.
Arrivata oggi invece la notizia del ritiro di quell’emendamento, con l’intenzione di inserirlo in un altro decreto, rispetto a quello sulla PA, da cui lo aveva ritirato. Lo ha riferito all’Ansa il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano.
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Dal Ministero dell’Università e della Ricerca è arrivata quindi una nota che chiarisce: «Nessuna retromarcia da parte del Governo nel dare piena attuazione alla misura del PNRR che destina 660 milioni di euro agli alloggi universitari. Dal confronto con le Commissioni parlamentari competenti è emersa l’opportunità di convogliare i contenuti dell’emendamento 9.33 nel decreto-legge n. 51/2023, piuttosto che nel decreto-legge n. 44/2023, per questioni di attinenza materiale. Resta quindi assolutamente confermata la volontà del Governo di procedere con le risorse per l’housing universitario».

Una conferma attesa dagli studenti, che a Verona protestavano anche in vista dell’attesa partecipazione della ministra Anna Maria Bernini (Forza Italia) all’inaugurazione dell’anno accademico, prevista questo venerdì 19 maggio. La ministra, però, pare invierà solo un videomessaggio.
Sul provvedimento, intanto, si era dichiarato soddisfatto anche il deputato veronese di Forza Italia Flavio Tosi: «Dopo anni di mancate politiche dei governi del Pd, il Ministro Bernini dà una risposta concreta al problema dei posti letto per gli studenti universitari fuori sede».
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Il Rettore solidale con gli studenti
In questi giorni sia consiglieri regionali, sia membri dell’Amministrazione comunale, hanno voluto incontrare gli studenti accampati al Polo Zanotto. Lo ha fatto anche il Rettore dell’Università di Verona, Pierfrancesco Nocini, «con cui c’è stato un momento di confronto sulla situazione di crisi abitativa che stiamo vivendo» dice l’Udu, Unione degli universitari. «L’apertura da parte dell’Università è stato un segnale positivo, che getta le basi per un dialogo costruttivo tra la voce studentesca e la Governance d’Ateneo».

Aggiungono gli studenti: «Per raggiungere il nostro obiettivo di studentati pubblici funzionali alle nostre esigenze è necessario, infatti, un impegno congiunto, in un’ottica di interconnessione con la città. Per questo è fondamentale un tavolo di discussione che veda la nostra partecipazione insieme a Comune di Verona, Università degli Studi di Verona ed ESU di Verona, per dare la possibilità alla crescente numerosità della comunità studentesca veronese di vivere adeguatamente la città in cui studia».
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