67 anni fa, la tragedia di Marcinelle

Era l'8 agosto 1956 quando, a causa di un enorme incendio, persero la vita 262 minatori, dei quali 136 erano emigrati italiani. Tra essi, anche un veronese: Giuseppe Corso.

marcinelle giuseppe corso
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Ricorre oggi, 8 agosto, l’anniversario della tragedia di Marcinelle. 67 anni fa, nel 1956, a causa di un enorme incendio, persero infatti la vita 262 minatori, 136 dei quali emigrati italiani e tra essi il veronese Giuseppe Corso. In questa data, ricorre anche la Giornata nazionale del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

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Il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Rivolgo un caloroso saluto a Sua Maestà la Regina Paola, ai membri della Famiglia reale e alle autorità belghe e italiane convenute in un luogo così altamente simbolico per i nostri Paesi. La doppia ricorrenza dell’anniversario del disastro minerario di Marcinelle e della “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” ci consente di ricordare con riconoscenza il sacrificio dei 136 minatori italiani che persero la vita al Bois du Cazier e di tutti i connazionali caduti sul lavoro all’estero. Con il loro operato essi hanno contribuito a promuovere i più alti valori sociali e culturali che animano la Costituzione repubblicana e la stessa Casa comune europea, a cominciare dal diritto al lavoro».

«Viviamo mesi difficili, segnati dall’impatto di molteplici crisi di diversa natura: dall’esecrabile aggressione russa all’Ucraina ai tanti conflitti irrisolti in altri quadranti geografici, dal cambiamento climatico all’insicurezza alimentare. Tutto ciò accresce la precarietà economica e il rischio di sfruttamento di esseri umani. È quindi più che mai necessario mantenere salda la tutela dei lavoratori. Di tutti i lavoratori, ovunque essi si trovino, quale che sia la loro nazionalità, per prevenire e sanare inaccettabili forme di marginalizzazione. Nel ringraziare Sua Maestà la Regina Paola per aver onorato con la sua presenza questo momento di memoria, rinnovo le più sentite espressioni di cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime della tragedia di Marcinelle e di ogni altro tragico evento nel corso del quale cittadini italiani abbiano perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali».

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L’omaggio del presidente del Veneto Luca Zaia

Bertucco Marcinelle
L’assessore Michele Bertucco durante la cerimonia del 2022 in ricordo di Giuseppe Corso, vittima del disastro di Marcinelle

«Nel 1956, quando accadde la tragedia della miniera di Bois de Cazier a Marcinelle, i minatori in Belgio erano manodopera inviata in cambio di quintali di carbone per l’Italia. Uomini barattati con materie prime sulla base di precisi accordi. Quel giorno, l’8 agosto, il Veneto pagò quello scambio con cinque caduti. Li ricordiamo anche oggi con affetto e riconoscenza perché sono il simbolo di un Veneto che, contrariamente a quello che qualcuno vuole far credere, ha conosciuto la povertà e il sacrificio e non è insensibile alle difficoltà altrui».

«Marcinelle è un simbolo che ci impone di tenere viva la memoria su questa tragedia – aggiunge il presidente -. Un monito a non dimenticare tutta la storia della nostra emigrazione, ma anche un monito per i nostri giorni, nei quali tanti, troppi lavoratori, perdono ancora la vita per guadagnarsi da vivere. Onorare i caduti di Marcinelle vuol dire anche impegnarsi per garantire sempre maggior sicurezza nei luoghi di lavoro, affinché nessuno debba più rischiare la vita nell’assicurare una vita dignitosa alla sua famiglia».

«I nostri conterranei e tutti gli altri che persero la vita – conclude Zaia – erano lavoratori seri e impegnati che affrontarono l’impossibile per garantire dignità alle loro famiglie. Come altre migliaia di Veneti, si fecero conoscere e rispettare perché nei paesi dove giunsero non andarono a bighellonare o riempire le carceri. Lavorarono duramente, portando benessere e sviluppo nel paese che li ospitava e in quello dove avevano lasciato affetti e radici. A tutti loro, ancora oggi, il Veneto rivolge un pensiero affettuoso e riconoscente».

Le parole di Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona

«Il sacrificio di questi minatori, il loro coraggio e dedizione al lavoro svolto in condizioni estreme, devono essere ricordati e rispettati, poiché sono stati i veri pilastri di un’industria che ha alimentato lo sviluppo di intere comunità. Dobbiamo trarre insegnamento da ciò che è successo a Marcinelle. Dobbiamo prendere un impegno per assicurarci che eventi simili non abbiano mai più luogo. La sicurezza sul lavoro non può essere considerata una opzione, ma un imperativo assoluto. Le vite umane sono sacre e vanno protette con ogni mezzo possibile. Le istituzioni, le imprese e i lavoratori devono collaborare per garantire un ambiente di lavoro sicuro ed equo, dove la dignità di ogni individuo sia rispettata e preservata. Ricordiamo Marcinelle non solo per il dolore che ha portato, ma per l’impatto che ha avuto sulla coscienza collettiva. Solo così potremo onorare veramente il sacrificio delle vittime e garantire che la tragedia di Marcinelle rimanga una lezione per le generazioni future».

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