Motociclidoro, sfondata la vetrina. Malviventi in fuga

«È il regalo per i nostri 40 anni di attività» commenta sarcastico Marco Bertagnoli, figlio di Paolo e nipote di Isidoro Bertagnoli, titolari di Motociclidoro, un negozio di rivendita di moto, scooter e biciclette che sorge dal lontano 1983 all'incrocio tra via Valpantena e l'inizio della SP6 dei Lessini. Un'attività commerciale che nel tempo è…

«È il regalo per i nostri 40 anni di attività» commenta sarcastico Marco Bertagnoli, figlio di Paolo e nipote di Isidoro Bertagnoli, titolari di Motociclidoro, un negozio di rivendita di moto, scooter e biciclette che sorge dal lontano 1983 all’incrocio tra via Valpantena e l’inizio della SP6 dei Lessini.

Un’attività commerciale che nel tempo è diventata un punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona e, in passato, anche per tanti, tantissimi giovani che proprio qui hanno acquistato il primo ciclomotore quando ancora andava tanto di moda tra gli adolescenti.

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Alle 3.40 di questa notte un boato ha svegliato di soprassalto Isidoro, il primo a dare l’allarme visto che abita sopra il negozio. Un’auto con due persone a bordo ha inserito la retromarcia e ha sfondato la vetrina causando numerosi danni.

«Le telecamere mostrano benissimo come la macchina sia arrivata dal campo dietro alla nostra attività, si sia fermata nel parcheggio e a tutta velocità abbia buttato giù la serranda e la vetrina. – racconta Marco – All’interno del punto vendita c’erano numerosi mezzi, perché la sera portiamo dentro per questioni di sicurezza anche quelli dei nostri clienti, per cui i malviventi non hanno trovato campo libero portando via alla fine una bella bicicletta elettrica e due computer».

I carabinieri, scesi dalla stazione di Roverè, hanno poi comunicato ai Bertagnoli che l’auto era stata rubata stanotte a Quinto e utilizzata dai due uomini per il furto.

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«Siamo amareggiati e perplessi. – prosegue Marco – È la prima volta che ci accade una cosa simile in quarant’anni e a memoria è una delle prime volte anche in Valpantena. Non riusciamo nemmeno a comprendere quale fosse il vero obiettivo. Davvero pensavano di portare via biciclette con una C3 Picasso?»

Il giovane Bertagnoli, che lavora nell’attività di famiglia come addetto alla vendita e all’assistenza sulle biciclette, conclude: «Noi siamo assicurati, ciò che è stato danneggiato ed è di nostra proprietà, in qualche modo, verrà risarcito. Dispiace per i tanti mezzi danneggiati dei nostri clienti, i quali ci affidano le loro moto o quant’altro e se le ritrovano distrutte. Una soluzione si trova anche in questo caso, ma l’amarezza rimane».

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