Romano Guardini a 50 anni dalla morte

Si commemora quest’anno il 50° dalla morte di Romano Guardini, teologo e scrittore nato a Verona nel 1885. Per l’occasione lo Studio Teologico di San Zeno in collaborazione con il Vicariato per la Cultura, il Vicariato Verona Centro e la Fondazione Giorgio Zanotto ha organizzato per oggi degli incontri informativi

Il programma prevede alle ore 17, nella Chiesa di San Nicolò all’Arena, il ricordo del Battesimo di Romano Guardini avvenuto il 3 maggio del 1885. Seguirà alle ore 18 presso il Teatro Stimate di piazza Cittadella un momento culturale con gli interventi di due tra i massimi studiosi del pensiero di Guardini: il prof. Silvano Zucal, docente di filosofia all’Università di Trento, che parlerà sul tema: “Romano Guardini: un ethos per l’Europa”, e il prof. Ilario Bertoletti curatore dell’opera omnia della Morcelliana, che parlerà su “Romano Guardini e la Morcelliana”.

«L’iniziativa, ci dice il prof Gianattilio Bonifacio, direttore dello Studio Teologico San Zeno vuole offrire alla città un’occasione per riflettere sull’attualità del pensiero e dell’opera di uno dei

più grandi maestri del XX secolo».

«Sono nato in Italia, a Verona, e precisamente, se mi è lecito aggiungerlo, nelle vicinanze dell’Arena, il cui possente ovale parla di un lungo contesto storico e insieme del vigore della “forma” proprio dell’antichità classica. Passa attraverso Verona l’antica via verso il Nord e le strade sono binari della vita, sui quali si può venire, ma anche andare». Così Romano Guardini ricorda le sue origini veronesi in una delle sue opere Europa. Compito e destino.

E’ nato in via Leoncino il 17 febbraio 1885 da padre veronese e da mamma trentina. Viene battezzato nella chiesa di San Nicolò all’Arena il 3 maggio dello stesso anno. Ancora bambino si trasferisce in Germania a Magonza dove il padre era diventato console d’Italia. Si laurea in teologia a Friburgo, diventa sacerdote ed ottiene la cattedra di “filosofia della religione” all’ Università di Berlino (1923- 1939).

Durante il nazismo gli viene revocato l’insegnamento. Nel 1945 ottiene la cattedra dell’università di Tubinga e nel 1948 quella di Monaco di Baviera dove muore il 1° ottobre del 1968.

Figura poliedrica coniugò il suo pensiero filosofico e teologico con i temi dell’etica, della politica, della letteratura e dell’arte. Docente universitario lavorò con i giovani universitari, anticipando in alcuni aspetti, come la liturgia, le intuizioni del Concilio Vaticano II.

Significativa la testimonianza dei giovani della Rosa Bianca condannati a morte dai nazisti, che avevano trovato nel professore veronese un luminoso punto di riferimento per la loro lotta pacifica e nonviolenta. «Il nostro compito, diceva, deve essere unicamente quello di diventare pienamente umani».

Il suo legame con Verona e con Isola vicentina dove la sua famiglia, rientrata dalla Germania, era andata ad abitare nel 1919, è sempre stato intenso.

Nel 1956 l’allora sindaco di Verona Giorgio Zanotto gli conferisce la cittadinanza onoraria e nel 1963 il Premio San Zeno”. Al grande pensatore è stato dedicato anche un piazzale, una scuola ed una targa in via Leoncino 14 nella casa dove è nato. Tra i suoi grandi estimatori papa Ratzinger e papa Bergoglio. Entrambi lo riconoscono come “maestro” e lo citano spesso nei loro documenti. Proprio recentemente, papa

Francesco parlando ai membri della “Romano Guardini Stiftung” diceva: “Sono convinto che Guardini sia un pensatore che ha molto da dire alle donne e agli uomini del nostro tempo. Il suo pensiero infatti è un continuo dialogo polifonico con gli ambiti della cultura, della politica e della scienza di oggi”.

Guardini oltre che un grande uomo di cultura è stato anche uno straordinario testimone del Vangelo.

Il 16 dicembre del 2017 nella cattedrale di Monaco di Baviera il cardinale Reinhard Marx ha avviato solennemente il processo per la sua beatificazione.